Carcinoma polmonare a cellule squamose, afatinib valutato con l'inibitore PD-1 pembrolizumab

Boehringer Ingelheim ha annunciato l'avvio di uno studio di Fase II su afatinib in associazione a pembrolizumab in pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose (SqCC) localmente avanzato o metastatico.

Boehringer Ingelheim ha annunciato l’avvio di uno studio di Fase II su afatinib in associazione a pembrolizumab in pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose (SqCC) localmente avanzato o metastatico.

Benjamin Levy, MD, Clinical Director, Sidney Kimmel Cancer Center di Washington DC, ha dichiarato: “Data la complessità dei tumori e la loro capacità di sfuggire alla distruzione da parte del sistema immunitario, c’è un disperato bisogno di approcci con terapie d’associazione basate su fondamenti clinici e scientifici.

L’associazione dei due farmaci afatinib e pembrolizumab, che hanno dimostrato individualmente efficacia significativa con benefici di sopravvivenza in pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose di stadio avanzato, è una strategia interessante che va ulteriormente indagata. Le potenziali sinergie fra questi due farmaci offrono speranza di progresso terapeutico e di ulteriori opzioni terapeutiche per questa popolazione di pazienti”.

Afatinib è un farmaco approvato nella UE, negli Stati Uniti e in altri paesi come terapia del carcinoma a cellule squamose polmonare in progressione durante o dopo il trattamento con chemioterapia a base di platino (indicazione UE) .

Pembrolizumab è un farmaco approvato negli Stati Uniti, nella UE, in Giappone e in altri paesi per il trattamento di pazienti non trattati in precedenza, affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico che esprime alti livelli di PD-L1 (tumour proportion score (TPS) >50%), stabilito con test approvato dall’FDA, senza mutazioni EGFR o ALK. Pembrolizumab è altresì indicato come terapia per pazienti pre-trattati con carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico che esprime PD-L1 (TPS ≥ 1%), stabilito con test approvati dall’FDA, in progressione durante o dopo la chemioterapia contenente platino.

Lo studio verrà condotto in collaborazione con MSD. La terapia d’associazione di afatinib e pembrolizumab, oggetto di studio, non è ancora una terapia approvata per le indicazioni per le quali viene studiata.

Lo studio di Fase II arruolerà circa 60 pazienti con malattia in progressione o in recidiva durante o dopo la chemioterapia a base di platino e non trattati in precedenza con terapia anti-PD-1, anticorpo PD-L1/L2 o altro inibitore del checkpoint immunologico o altra terapia anti-EGFR. Lo studio punta a misurare la riduzione delle dimensioni del tumore (endpoint primario; percentuale di risposta obiettiva), confermare il dosaggio di afatinib in associazione a dose standard di pembrolizumab, oltre alla tollerabilità della nuova terapia d’associazione. Valuterà, inoltre, l’attività antitumorale in termini di controllo della malattia, durata della risposta, sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) e sopravvivenza complessiva (OS).

Il carcinoma a cellule squamose (SqCC) polmonare è il secondo maggior sottotipo di carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), circa il 20-30% dei casi di NSCLC sono SqCC.
Per i pazienti affetti da SqCC polmonare avanzato, tipicamente la prognosi è infausta e la sopravvivenza complessiva mediana dalla diagnosi è di circa un anno.

Afatinib è approvato in più di 70 paesi anche come terapia di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR e continua a essere studiato come trattamento per altre indicazioni oltre quelle per cui è già approvato.