Carcinoma polmonare non a piccole cellule ALK-positivo, alectinib aumenta la percentuale di sopravvivenza globale. Nuovi dati da #ASCO2020

Oncologia-Ematologia

In occasione del programma scientifico virtuale del Congresso ASCO sono stati presentati i dati aggiornati dello studio registrativo di Fase III ALEX, da cui emerge un aumento della percentuale di sopravvivenza a cinque anni con alectinib, rispetto a crizotinib, in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (ALK). Tali dati confermano l'efficacia a lungo termine di alectinib gią dimostrata in tre studi clinici di Fase III. 

In occasione del programma scientifico virtuale del Congresso ASCO sono stati presentati i dati aggiornati dello studio registrativo di Fase III ALEX, da cui emerge un aumento della percentuale di sopravvivenza a cinque anni con alectinib, rispetto a crizotinib, in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (ALK). Tali dati confermano l'efficacia a lungo termine di alectinib già dimostrata in tre studi clinici di Fase III.

I risultati aggiornati dello studio ALEX mostrano una percentuale di sopravvivenza a cinque anni del 62,5% (95% CI: 54,3- 70,8) nel gruppo trattato con alectinib, rispetto al 45,5% (95% CI: 33,6-57,4) nel gruppo trattato con crizotinib.  Nonostante la maggiore durata mediana del trattamento, il profilo di sicurezza di alectinib rimane favorevole e coerente con i dati precedenti, senza che siano stati identificati nuovi segnali di sicurezza.

I dati sulla sopravvivenza globale (OS), non ancora maturi, mostrano un beneficio nei pazienti con metastasi al basale a livello del SNC (riduzione del 42% del rischio di morte rispetto a crizotinib (95% CI: 0,34-1,00)), così come nei pazienti senza metastasi cerebrali al basale (riduzione del 24% del rischio di morte rispetto a crizotinib (95% CI: 0,45-1,26)).

Tali dati fanno seguito a quelli finali e maturi, sulla sopravvivenza libera da progressione emersi dallo studio ALEX e presentati al congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO) nel settembre 2019, che hanno dimostrato una riduzione del rischio di morte o progressione della malattia del 57% ( hazard ratio=0,43, 95% CI: 0,32-0,58) con alectinib rispetto a crizotinib nel carcinoma polmonare non a piccole cellule ALK-positivo.

I dati aggiornati confermano la superiorità in termini di efficacia e tollerabilità di alectinib rispetto a crizotinib.

Il NSCLC rappresenta circa l'85% dei casi di carcinoma polmonare e, di questi, il 5% circa risulta essere ALK-positivo. Il NSCLC ALK-positivo è causato da una fusione o riarrangiamento genico che iperattiva la proteina ALK, responsabile della crescita e della sopravvivenza delle cellule tumorali.  La malattia spesso colpisce i soggetti più insospettabili; il 50% dei pazienti ha meno di 50 anni e il 70% circa non ha mai fumato.