In occasione dell’European Association of Urology sono stati resi noti i risultati sulla sicurezza a lungo termine del farmaco sperimentale tasquinimod che viene studiato per la terapia dei pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (CRPC), naive alla chemioterapia. Il farmaco, sviluppato da  Active Biotech e Ipsen, ha evidenziato un buon profilo di safety.

Già in uno studio di fase II pubblicato su Journal of Clinical Oncology, tasquinimod aveva dimostrato di rallentare la progressione della patologia e di aumentare la sopravvivenza senza progressione (PFS) dei pazienti con CRPC Oncology nel settembre 2011. Nella nuova analisi gli esperti hanno seguito i pazienti per un periodo di tre anni valutando la sicurezza a lungo termine del medicinale.

In particolare i dati del 2011 avevano mostrato che la proporzione dei pazienti trattati con il farmaco (da 0,25 mg/d a 1,0 mg/d per 4 settimane) che non aveva mostrato una progressione della patologia dopo 6 mesi era del 69%, rispetto al 37% di quelli che avevano ricevuto il placebo (P<0,0001). La PFS media era di 7,6 mesi con il farmaco e di 3,3 mesi con il placebo (P=0,0042).

Nella nuova analisi, gli eventi avversi osservati nei tre anni successivi alla terapia erano di grado lieve o moderato e poco frequenti dopo due mesi di terapia. Gli effetti collaterali osservati in maggioranza erano di tipo gastrointestinale, soprattutto nella fase iniziale dello studio, fatica e dolore muscolo-schelettrico.

Attualmente è già in corso uno studio di fase III sul medicinale che ha arruolato 1.200 pazienti con CRPC provenienti da 250 centri.

Tasquinimod è un derivato orale della chinolina-3-carbossiammide con attività antiangiogenetica e di riduzione della crescita tumorale. La sua azione potrebbe essere mediata dall’induzione della trombospondina 1, un inibitore endogeno dell’angiogenesi. Il target di tasquinimod è la proteina S100A9, un immunomodulatore espresso dalle cellule soppressorie di derivazione mieloide.

Studio di fase II