Pfizer ha annunciato i dati top line di uno studio di fase III denominato INTORACT trial (B1771006) condotto con temsirolimus in pazienti con carcinoma a cellule renali. In questo studio, che confrontava l’associazione fra temsirolimus  e bevacizumab verso quella di interferone e bevacizumab, il farmaco di Pfizer non ha raggiunto l’end point di superiorità nell’aumento della sopravvivenza senza progressione (PFS).

Bevacizumab più interferone è una terapia di prima linea approvata dall’Fda per la cura del carcinoma  a cellule renali.

In Usa Temsirolimus è approvato nel carcinoma a cellule renali in fase avanzata e in Europa è approvato nel trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma avanzato a cellule renali (RCC) che presentino almeno tre dei sei fattori di rischio prognostici.

Carcinoma a cellule renali
ll carcinoma a cellule renali, che origina dal tubulo renale, è il più comune tipo di cancro al rene negli adulti poiché 9 casi di tumore al rene su 10 sono di questo tipo.  I segni di carcinoma a cellule renali sono difficili da individuare nelle prime fasi della malattia, e circa la metà dei pazienti vengono diagnosticati quando il cancro si è diffuso in tutto il rene o ad altre parti del corpo.

Colpisce preferenzialmente il sesso maschile rispetto al femminile, con un rapporto di 3:1 ed una maggiore frequenza tra i 60 e i 70 anni.

Secondo dati del 2002, ogni anno a livello mondiale sono circa 208mila i nuovi casi di questo tipo di tumore. Ogni anno in Usa vengono diagnosticati 58mila nuovi casi di carcinoma a cellule renali e circa il 20-30% di questi pazienti al momento della diagnosi si trova in una fase già avanzata della malattia. I decessi sono circa 13mila ogni anno. In Italia, nel 2006, ci sono state circa 8.200 nuove diagnosi con 3200 decessi.

Questo tumore è caratterizzato da una scarsa sopravvivenza. Attualmente il trattamento principale è l'intervento chirurgico, che viene combinato con la radioterapia e la chemioterapia quando il cancro si sia diffuso al di fuori dei reni.  Circa il 30% dei pazienti mostrano segni di metastasi già alla diagnosi; e il 40% dei pazienti cui viene diagnosticato un tumore localizzato, le svilupperà nei due anni successivi in altre parti del corpo.

Il carcinoma renale avanzato ha sempre avuto una prognosi sfavorevole: 9 pazienti su 10 muoiono entro 5 anni. L’introduzione delle terapie target ha avuto un impatto notevole nella gestione del carcinoma renale avanzato, migliorando i risultati per i pazienti.