Carcinoma tiroideo, benefici duraturi con LOXO-292 nei pazienti RET-postivi

L'inibitore altamente selettivo di RET LOXO-292 è apparso efficace in pazienti pesantemente pretrattati con carcinoma midollare della tiroide con mutazioni di RET o carcinoma tiroideo con fusioni di RE, in un'analisi presentata al congresso annuale dell'American Thyroid Association (ATA), a Washington.

L'inibitore altamente selettivo di RET LOXO-292 è apparso efficace in pazienti pesantemente pretrattati con carcinoma midollare della tiroide con mutazioni di RET o carcinoma tiroideo con fusioni di RE, in un’analisi presentata al congresso annuale dell’American Thyroid Association (ATA), a Washington.

LOXO-292 è un agente orale e selettivo in fase di sviluppo clinico per i tumori che presentano alterazioni del proto-oncogene RET (REarranged during Transfection).

I ricercatori hanno presentato per la prima volta i risultati dello studio registrativo di fase 1/2 LIBRETTO-001 nel giugno scorso a Chicago, al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO). L'analisi presentata ora al congresso dell’ATA riguarda ulteriori dati di follow-up di 29 pazienti con carcinoma midollare della tiroide con mutazioni di RET e 9 pazienti con carcinoma tiroideo con fusioni di RET.

I pazienti erano stati pesantemente pretrattati e avevano già fatto in precedenza una mediana di tre trattamenti.
Dopo un follow-up mediano di 8,4 mesi, il 94% dei pazienti (17) con carcinoma midollare della tiroide che hanno risposto a LOXO-292 era ancora in terapia con l’inibitore. Invece, tutti e sette i pazienti con carcinoma tiroideo con fusioni di RET che hanno risposto al farmaco erano ancora in terapia dopo un follow-up mediano di 8,5 mesi.

Il tasso di risposta globale (ORR) confermato è risultato del 56% (IC al 95% 35-75) tra i pazienti con carcinoma midollare della tiroide con mutazioni di RET e del 78% (IC al 95% 40-97) tra quelli con carcinoma tiroideo con fusioni di RET.
"Sono molto lieta di presentare ai colleghi gli ultimi dati clinici su LOXO-292, che dimostrano l'attività e il profilo di sicurezza di questo promettente nuovo agente per i tumori tiroidei con alterazioni di RET" ha dichiarato Lori J. Wirth, della Harvard Medical School e del Massachusetts General Hospital di Boston, in un comunicato stampa diffuso da Loxo Oncology, l'azienda che sta sviluppando il farmaco.

"Nei mesi successivi al congresso dell’ASCO abbiamo continuato ad avere evidenze preliminari incoraggianti che LOXO-292 ha le potenzialità per fornire risposte durature in pazienti pesantemente pretrattati con tumori legati ad alterazioni di RET, con un profilo di sicurezza promettente alla dose impiegata nella fase 2 dello studio, pari a 160 mg due volte al giorno” ha riferito la professoressa.

L'analisi sulla sicurezza ha coinvolto 82 pazienti. La maggior parte degli eventi avversi comparsi durante il trattamento sono stati di grado 1 e i più comuni sono stati la diarrea (15% di grado 1, 7% di grado 2 e 1% grado 3), l’affaticamento (9% di grado 1, 13% di grado 2), la secchezza delle fauci (21% grado 1), la stipsi (17% di grado 1, 2% di grado 2), l’ipomagnesiemia (12% di grado 1; 1% di grado 2), la tosse (11% di grado 1, l’1% di grado 2), il mal di testa (10% grado 1, 1% di grado 2 e 1% di grado 3) e la nausea (9% di grado 1, 4% di grado 2). Quattro pazienti hanno riportato eventi avversi di grado 3 correlati al trattamento, tra cui la sindrome da lisi tumorale, l’aumento dell’alanina aminotransferasi/aspartato aminotransferasi, la diarrea e la trombocitopenia.

"RET è un oncogene del cancro alla tiroide noto da molti anni e spero che questi dati su LOXO-292 possano ulteriormente aumentare la consapevolezza di questo importante target e che il programma di sviluppo clinico possa avanzare rapidamente per soddisfare i bisogni dei nostri pazienti" ha affermato la Wirth.

Ad accelerare lo sviluppo clinico del farmaco contribuirà in modo determinante la designazione di ‘breakthrough therapy’ ricevuta nel settembre scorso da parte della Food and Drug Administration statunitense, proprio sulla base dei risultati postivi dello studio LIBRETTO-001.

La designazione riguarda anche il trattamento dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule portatori di fusioni di RET, progrediti nonostante una chemioterapia a base di platino e il trattamento con un inibitore di PD-1 or PD-L1.