Promette bene carfilzomib nel mieloma multiplo. Ad annunciarlo è Onyx Pharmaceuticals, che ha colto l'occasione del 46° congresso ASCO per comunicare i dati ad interim di uno studio di fase II, lo 004, in cui il farmaco, un inibitore del proteasoma, ha dato risultati incoraggianti in termini di percentuali complessive di risposta, tollerabilità e controllo prolungato della malattia in pazienti con mieloma multiplo recidivante e/o resistente al trattamento.
Nei 53 pazienti valutabili non trattati in precedenza con bortezomib (Velcade, Jannsen Cilag e MIllennium), carfilzomib alla dose di 27mg/m2 ha portato a una percentuale complessiva di risposta del 55%. I soggetti di questo gruppo hanno ottenuto un tempo alla progressione di 11,5 mesi e una durata della risposta di 11,5 mesi.

"Anche se non esistono studi di confronto diretto" ha detto Ravi Vij, M.D., della Washington University School of Medicine, presentando i risultati all'ASCO, "sulla base dei controlli storici, in questo studio di fase II carfilzomib sta mostrando una delle più alte percentuali di risposta osservate con un agente in monoterapia e una durata della risposta tra le più lunghe nei pazienti con mieloma multiplo gia trattati fino alla terza linea. I risultati mostrano che questo farmaco ha le potenzialità per offrire un beneficio ai pazienti che non rispondono più ai trattamenti attualmente disponibili".

Allo studio 004 hanno partecipato 155 pazienti con mini di percentuali complessive di risposta, tollerabilità e controllo prolungato della malattia in pazienti con mieloma multiplo recidivante e/o resistente al trattamento, di cui 119 naive a bortezomib e i rimanenti trattati precedentemente con questo agente. Nel gruppo dei pazienti naive valutabili, 53 sono stati trattati con carfilzomib 27 mg/m2 e altrettanti con carfilzomib 20 mg/m2. Nel braccio pretrattato con bortezomib, 34 pazienti valutabili sono stati trattati con carfilzomib 20 mg/m2 e non sottoposti a un aumento del dosaggio.

I 53 pazienti valutabili naive a bortezomib, trattati con carfilzomib 20 mg/m2 hanno mostrato una percentuale complessiva di risposta del 21%, un tempo alla progressione di 8,1 mesi e una durata della risposta di 11,5 mesi mesi.
I 34 pazienti valutabili pretrattati con bortezomib e trattati con carfilzomib 20 mg/m2 hanno mostrato invece una percentuale complessiva di risposta del 45%, un tempo alla progressione di 8,3 mesi e una durata della risposta di 10,2 mesi.

Nel complesso, carfilzomib è risultato ben tollerato e non si sono manifestati effetti avversi nuovi o inattesi. I più comuni effetti avversi di grado 3 manifestatisi durante il trattamento sono stati polmonite (11%), anemia (9,%), neutropenia (9,%) e piastrinopenia (9%). La neuropatia periferica di ogni gradi è stata infrequente e non si sono osservate tossicità di grado 4.

I dati di questo studio saranno inclusi nel dossier a supporto della domanda di approvazione che l'azienda intende presentare all'Fda entro la fine del 2010, di cui saranno parte integrante i dati top-line dello studio registrativo  003-A1, ancora in corso.

Onyx ha inoltre annunciato di voler avviare uno studio internazionale di fase III che valuterà se l'aggiunta di carfilzomib all'associazione di lenalidomide (Revlimid, Celgene) e desametasone offre un beneficio clinico rispetto alla terapia con soli lenalidomide e desametasone nei pazienti con mieloma multiplo recidivante. In base a un accordo siglato lo scorso febbraio con l'Fda, il trial sarà soggetto a un protocollo speciale di valutazione, anche con la consulenza scientifica dell'Ema. Un secondo studio di fase III nel mieloma multiplo recidivante/refrattario è stato pianificato in Europa, a supporto della domanda di approvazione del farmaco nel Vecchio Continente.

Carfilzomib è un inibitore del proteasoma di nuova generazione e si lega irreversibilmente al proteasoma 20S, responsabile della degradazione di svariate proteine cellulari, inibendone l'attività chimotripsino-simile. L'inibizione della proteolisi mediata dal proteasoma porta a un accumulo di proteine poliubiquinate, che può condurre a sua volta a un arresto del ciclo cellulare, all'induzione dell'apoptosi e all'inibizione della crescita tumorale.
Il farmaco appartiene alla stessa classe di bortezomib; rispetto a quest'ultimo, tuttavia, carfilzomib dovrebbe essere più specifico e avere quindi un miglior profilo di tollerabilità.