AstraZeneca getta la spugna sull'antitumorale cediranib nel cancro del colon-retto metastatico. L'azienda ha rinunciato a proseguire lo sviluppo e chiedere l'approvazione del farmaco come trattamento di prima linea per questa neoplasia, dopo i risultati deludenti di un secondo studio pivotal di fase III.
Cediranib, che se verrò messo in commercio avrà il marchio Recentin, è un inibitore potente e selettivo che agisce su tutti e tre i recettori per il fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGFR).

Non si tratta del primo fallimento per cediranib. Era già nell'aria un certo scetticismo sulle prospettive della molecola in questo setting, dopo che il farmaco non aveva centrato l'endpoint primario di non inferiorità nel confronto con il blockbuster bevacizumab (Avastin, Roche) nello studio di fase II/III HORIZON III.
Nell'ultimo trial, chiamato HORIZON II, cediranib associato alla chemioterapia ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione, ma non la sopravvivenza globale, rispetto alla sola chemioterapia.

"I risultati di questi due studi non sono abbastanza solidi da giustificare il proseguimento della sperimentazione in quest'area, anche alla luce del fatto che ci sono altre opzioni terapeutiche disponibili" ha dichiarato il portavoce dell'azienda, Abigail Baron.

Nonostante l'insuccesso nel cancro del colon-retto, il farmaco potrebbe avere un ruolo in altri tipi di tumori.
Sono attesi a breve i risultati dello studio di fase III REGAL che sta valutando cediranib, da solo o in associazione con lomustina, rispetto alla sola lomustina in una neoplasia cerebrale, glioblastoma multiforme ricorrente.
AstraZeneca sta anche valutando se possano esserci altre applicazioni in setting diversi, tra cui il tumore del polmone. L'azienda ha necessità di consolidare la pipeline, in vista della scadenza brevettuale di alcuni dei suoi prodotti di punta, tra cui esomeprazolo e quetiapina.