I nuovi risultati provenienti dal Congresso ASCO 2014 ribadiscono l’efficacia di cetuximab in associazione alla chemioterapia standard nel trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma del colon retto  metastatico e senza mutazioni di RAS (ovvero RAS wild-type).

Nuove conferme per Cetuximab nel carcinoma del colon retto metastatico RAS wild-type giungono dal congresso ASCO: il farmaco, introdotto in Italia nel 2005, cinque anni fa ha ottenuto  la rimborsabilità da parte dell’AIFA anche nella prima linea del carcinoma del colon retto.

Era infatti giugno 2009 quando l’AIFA ne autorizzava la rimborsabilità in questa indicazione, in associazione con la chemioterapia standard in pazienti con gene KRAS non mutato (wild type). Da allora la valutazione dello stato di questo  marcatore biologico ha permesso di individuare a priori i pazienti con una probabilità più elevata di trarre beneficio da questo anticorpo monoclonale. Nel frattempo, la ricerca scientifica non si è fermata: numerosi studi hanno valutato ulteriori mutazioni dei geni RAS: gli esoni 3 e 4 di KRAS e gli esoni 2, 3 e 4 di N-RAS1-5. I risultati di tali studi hanno permesso all’EMA, nel dicembre 2013, di approvare il cambio di indicazione sull’uso di cetuximab nei pazienti affetti da carcinoma del colon retto metastatico con geni RAS wild-type.

“In questi ultimi cinque anni – ha affermato il Dottor Carmine Pinto, Presidente eletto AIOM e Direttore dell’Unità operativa di Oncologia medica del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna – abbiamo assistito ad un sostanziale cambio di approccio nell’affrontare questa grave neoplasia: oggi, infatti, il profilo genetico dei pazienti ci offre un messaggio preciso e ci indica a priori con quale terapia iniziare il trattamento del carcinoma del colon retto metastatico, evitando di sottoporre a terapie inutili quanti non risultino idonei.”
In Italia, il carcinoma del colon retto è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza, con quasi 55.000 diagnosi stimate nel 2013. Tra gli uomini si colloca al terzo posto, preceduto da quello della prostata e del polmone (14% di tutti i nuovi casi di tumore). Nelle donne si trova al secondo posto con il 14%, preceduto da quello alla mammella6. Nonostante questi numeri preoccupanti, ancora oggi un paziente su quattro si presenta alla diagnosi quando il tumore si è già diffuso ad altri organi, in un processo conosciuto come metastatizzazione2.

In coincidenza con i cinque anni  di cetuximab in prima linea nel mCRC, al Congresso ASCO 2014, che si è appena concluso a Chicago, sono stati presentati nuovi dati sull’efficacia del farmaco. Tali dati sono emersi dalle analisi retrospettive di due studi che hanno rappresentato delle pietre miliari nell’ambito della ricerca su questo anticorpo monoclonale: lo studio CRYSTAL e lo studio OPUS. In particolare, l’analisi retrospettiva dello studio CRYSTALa evidenzia un aumento della sopravvivenza globale mediana di 8,2 mesi nei pazienti affetti da mCRC con tumori RAS wild-type trattati con cetuximab in associazione a FOLFIRI rispetto al solo FOLFIRI4. Inoltre l’analisi retrospettiva dello studio OPUSb ha fatto emergere un beneficio clinico nei pazienti affetti da mCRC con tumori RAS wild-type trattati con cetuximab in associazione a FOLFOX-4 rispetto al solo FOLFOX-43, , rafforzando i risultati mostrati dallo studio CRYSTAL.

"Le novità presentate al Congresso di Chicago - ha dichiarato il Dottor Carlo Garufi, Oncologo Medico dell'Istituto Regina Elena di Roma -, rafforzano il ruolo predittivo dell'importanza di un test genico come RAS nella scelta della terapia ottimale del cancro del colon-retto metastatico. Quando i pazienti sono selezionati in base all'assenza di mutazioni per questo gene, ovvero nello stato wild-type, l'aggiunta del cetuximab alla chemioterapia nel trattamento di prima linea di questa malattia determina indubbi vantaggi in termini di sopravvivenza."

Informare il paziente riguardo l’esistenza del test RAS e renderlo consapevole delle possibilità a disposizione per la terapia del carcinoma del colon retto metastatico dovrebbero costituire  obiettivi importanti nella comunicazione tra medico e paziente.

“Un paziente informato e consapevole – ha sottolineato la Dottoressa Laura Del Campo, Direttore AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici) - è un prezioso alleato nel percorso di cura di un tumore. L’introduzione dei test dei biomarcatori ha inevitabilmente introdotto nuove modalità di comunicazione tra il medico ed il paziente oncologico ed è fondamentale dedicare tempo alla spiegazione chiara e dettagliata di cosa essi significhino per la scelta del trattamento.”

“Siamo orgogliosi di poter ribadire l’efficacia di cetuximab nel carcinoma del colon retto  metastatico – ha dichiarato la Dottoressa Alessandra Aloe, Medical Affairs Director di Merck Serono S.p.A. - Il successo di cetuximab costituisce un importante riconoscimento della correttezza dell’approccio di Merck Serono al trattamento dei tumori, orientato sempre di più all’utilizzo dei biomarcatori per offrire ai pazienti la terapia più adatta al loro profilo genetico.”

Bibliografia
1. Douillard J-Y, et al. N Engl J Med. 2013;369(11):1023–34.
2. Van Cutsem E, et al. Ann Oncol. 2010;21(Suppl 5):v93–7
3. Bokemeyer C, et al. Oral presentation at the 2014 American Society of Clinical
Oncology Annual Meeting, May 30–June 3, 2014.
4. Ciardiello F, et al. Oral presentation at the 2014 American Society of Clinical Oncology Annual Meeting, May 30–June 3, 2014
5. Stintzing S, et al. European Cancer Congress 2013:Abstract No:LBA17
6. AIOM, CCM, AIRTUM I numeri del cancro in Italia 2013; pag. 85-90