Risultato inatteso e deludente per l'anti-EGFR cetuximab in un ampio studio di fase III, appena presentato all'ASCO, condotto in pazienti con cancro del colon retto in fase avanzata. Il trial ha infatti evidenziato che l'aggiunta dell'anticorpo alla chemioterapia adiuvante standard in pazienti con cancro del colon di stadio III e gene KRAS wild type non prolunga la sopravvivenza e peggiora la tollerabilità del trattamento.
Un esito sorprendente, dato che in studi precedenti cetuximab aveva invece dimostrato di migliorare la sopravvivenza dei pazienti con cancro del colon metastatico e un'espressione normale del gene KRAS.

"Visti i successi passati ottenuti in pazienti con tumore al colon in uno stadio più avanzato, ci aspettavamo che cetuximab funzionasse anche in questo setting" ha dichiarato Steven Alberts, del Mayo Clinic College of Medicine di Rochester, nel Minnesota, durante una conferenza stampa a margine del congresso.

Lo studio, effettuato dal North Central Cancer Treatment Group (NCCTG) e sponsorizzato dal National Cancer Institute (NCI), ha sospeso l'arruolamento dei pazienti lo scorso novembre dopo che un'analisi ad interim ha messo in luce l'inutilità dell'aggiunta del biologico alla chemioterapia standard.
I partecipanti erano soggetti che presentavano metastasi linfonodali, ma non a distanza, e quindi in stadio III, sottoposti precedentemente a resezione chirurgica del tumore. Inoltre avevano un'espressione normale del gene KRAS, conditio sine qua non dimostrata per l'efficacia di cetuximab.

In totale sono stati arruolati 2.967 pazienti in 478 centri statunitensi. Di questi, 1.864 sono risultati portatori del gene KRAS wild type e quindi randomizzati al trattamento con cetuximab più il regime FOLFOX (5-fluorouracile [5-FU], leucovorina, oxaliplatino) o al solo FOLFOX.

Dopo un follow-up mediano di 15,9 mesi, i ricercatori hanno osservato che la sopravvivenza libera da malattia a 3 anni è stata simile nei due gruppi e addirittura leggermente inferiore in quello trattato con cetuximab in aggiunta alla chemioterapia (73,3% contro 74.1%), così come la sopravvivenza globale (82,1% contro 87,3%).
Inoltre, nel gruppo cetuximab più FOLFOX, i pazienti al di sopra dei 70 anni hanno avuto outcome peggiori di quelli più giovani. In nessuno dei sottogruppi valutati, l'aggiunta di cetuximab ha dimostrato di offrire un beneficio.
Peggio ancora, gli effetti collaterali di grado moderato-severo sono stati significativamente più frequenti nel gruppo trattato con la combinazione anticorpo-chemioterapia e a causa di tali tossicità i pazienti di questo gruppo che sono riusciti a completare un ciclo completo di trattamento sono stati meno che nel braccio trattato con la sola chemioterapia.

"È difficile capire come mai un farmaco che si è dimostrato vantaggioso nei pazienti con tumore metastatico non lo sia in quelli con malattia meno avanzata" ha commentato Alberts. "Stiamo ora cercando di trovare una spiegazione biologica per questi riscontri".
Se lo studio avesse avuto l'esito atteso, Merck avrebbe potuto sperare in un ampliamento dell'indicazione del biologico, attualmente limitata al trattamento del cancro del colon -retto metastatico.

Secondo Alberts, lo studio presentato all'ASCO è l'unico ad aver valutato l'aggiunta di cetuximab alla chemioterapia adiuvante standard negli Usa nei pazienti con tumore del colon -retto in stadio III, ma in Europa è attualmente in corso un trial dello stesso tipo, i cui risultati sono attesi per l'anno prossimo.

Alberts S, et al. Adjuvant mFOLFOX6 with or without cetuxiumab (Cmab) in KRAS wild-type (WT) patients (pts) with resected stage III colon cancer (CC): Results from NCCTG Intergroup Phase III Trial N0147. J Clin Oncol 2010; 28:7s, (suppl; abtract CRA3507).
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