Tre quarti dei pazienti con cancro all'esofago in stadio avanzato mostrano una risposta maggiore quando cetuximab è aggiunto alla chemioradioterapia.  Circa il 40% dei pazienti ha avuto una risposta completa, che è risultata simile in pazienti con carcinoma a cellule squamose e adenocarcinoma.
Sono questi i risultati principali di uno studio di fase II denominato GERCOR, condotto da ricercatori francesi i cui risultati sono stati presentati in occasione del Simposio ASCO sul Cancro Gastrointestinale.
Lo studio ha valutato l'impatto dell'aggiunta di cetuximab, un anticorpo monoclonale diretto contro il recettore del fattore di crescita epidermico, al regime chemioterapico FOLOFOX (5-FU/oxaliplatino) in pazienti con cancro esofageo avanzato. Per oltre due decenni, la terapia con 5-FU e cisplatino, più la radioterapia, è stata la terapia standard per la cura del carcinoma dell'esofago e del cardias. Studi recenti hanno evidenziato che la sostituzione di cispaltino con oxaliplatino può migliorare la tollerabilità di questo regime chemioterapico senza sacrificare l'efficacia antitumorale.

Lo studio presentato all'ASCO ha arruolato 79 pazienti con cancro al cardia o all'esofago in stadio III non esposti precedentemente a radioterapia toracica o chemioterapia. Tutti i pazienti hanno ricevuto 5 cicli di cetuximab e FOLFOX più radioterapia iniziata al terzo ciclo di chemioterapia. I pazienti che non mostravano una  progressione della malattia alla fine del trattamento hanno avuto la possibilità di ricevere una terapia addizionale con cetuximab e FOLFOX, di sottoporsi a asportazione chirurgica del tumore primario o di non ricevere nessun trattamento aggiuntivo. Per i pazienti che avevano mostrato una progressione della patologia, l'opzione era la terapia di seconda linea e le migliori cure di sostegno.

Dei 79 pazienti arruolati, 53 presentavano istologia a cellule squamose, 25 avevano un adenocarcinoma e uno presentava un tumore a istologia sconosciuta. La localizzazione del tumore era a livello dell'esofago in 74 pazienti e nei restanti 5 era a livello del cardias. Al basale 24 pazienti non presentavano disfagia, 28 mostravano una disfagia limitata, 20 potevano consumare solamente una dieta semisolida, 5 una dieta liquida e 2 presentavano afagia.
Tre quarti dei pazienti ha ricevuto più del 90% della terapia con cetuximab, oxaliplatino e 5-FU e circa il )0% ha ricevuto l'intero trattamento radioterapico.
Al termine del trattamento chemioterapico, 70 pazienti (88,6%) non hanno mostrato alcuna evidenza di progressione della malattia. 33 pazienti non hanno ricevuto ulteriori terapie, 20 hanno ricevuto ulteriori 4 cicli di cetuximab e FOLFOX e 17 hanno subito l'asportazione chirurgica del tumore.
La valutazione della risposta tumorale ha mostrato che 32 dei 79 pazienti arruolati (40,5%) ha raggiunto una risposta completa al trattamento e 29 hanno ottenuto una risposta parziale. La risposta generale è risultata quindi del 77% nell'analisi intention-to-treat. I pazienti con istologia a cellule squamose hanno ottenuto una risposta complessiva del 75,5/ mentre quelli con adenocarcinoma hanno mostrato una risposta dell'80%.
Dei pazienti arruolati, 6 hanno ottenuto la stabilizzazione della malattia e 9 (11,4%) hanno mostrato una progressione della patologia.
Con un follow-up medio di 19,4 mesi, i 79 pazienti arruolati hanno mostrato una sopravvivenza media libera da progressione pari a 14 mesi. Il regime con cetuximab e FOLFOX è risultato generalmente ben tollerato. I più comuni eventi avversi sono stati, neutropenia (28,4%), disfagia/esofagiti (12,1%) e rash (10,5%).
Questi dati sono incoraggianti. Tuttavia, l'efficacia del regime chemioterapico FOLFOX non è ancora stata dimostrata in questa patologia ed è necessario concludere gli studi di fase III ancora in corso di svolgimento. Inoltre, in un ulteriore studio denominato RTOG 04-36 l'associazione cetuximab più radioterapia ha mostrato effetti di tossicità che andranno meglio valutati. Occorrerà quindi attendere ulteriori conferme prima di proporre il farmaco come terapia di routine in questi casi. Il carcinoma dell'esofago è una rara forma di neoplasia (tumore) di carattere maligno, che colpisce l'esofago, le sue forme più comuni sono quella a cellule squamose e l'adenocarcinoma.

Il carcinoma dell'esofago è diffuso in tutto il mondo, con un'incidenza superiore nei paesi asiatici dove si arriva sino a 500 casi per 100.000 abitanti. In Europa i paesi più colpiti sono Francia e Inghilterra (11-12 casi su 100.000 abitanti), mentre in Italia è più diffusa verso il nord del paese, con un'incidenza media di 5 casi per 100.000 abitanti. Gli uomini sono più esposti e l'età in cui si manifesta si attesta principalmente intorno alla sesta decade.
Lledo G et al, "Chemoradiation with FOLFOX plus cetuximab in locally advanced cardia or esophageal cancer. Final results of a GERCOR phase II trial (ERaFOX)" ASCO GI 2011; Abstract 8.