Aggiungere la chemioterapia alla radioterapia non serve a migliorare il controllo della malattia o la sopravvivenza nei pazienti con un tumore della testa e del collo ad alto rischio. Lo dimostrano i risultati di follow-up a lungo termine di uno studio randomizzato, il trial 9501, opera del gruppo cooperativo Radiation Therapy Oncology Group (RTOG), appena presentati al Multidisciplinary Head and Neck Cancer Symposium (MHNCS) a Phoenix, in Arizona.

Dopo quasi 10 anni di follow-up, la sopravvivenza nel gruppo di pazienti sottoposto al trattamento combinato chemio più radioterapia è stata del 29,1% contro il 27% nel gruppo trattato solo con la radioterapia.

Una precedente analisi, pubblicata sul New England Journal of Medicine nel 2004, aveva mostrato solo una tendenza a un aumento della sopravvivenza globale (OS), senza però differenze significative, ma un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da malattia (DFS) e del controllo locale nei pazienti trattati con la combinazione di chemio e radioterapia. Proseguendo con il follow-up, tuttavia, il beneficio si è annullato.

Il risultato dello studio non è, però, del tutto negativo. Un'analisi dei sottogruppi non pianificata ha suggerito, infatti, che la chemioradioterapia ha migliorato il controllo locale e la DFS in pazienti che avevano un coinvolgimento microscopico dei margini o un’estensione extracapsulare, ma non in quelli con linfonodi positivi.

Presentando i dati, Jay S. Cooper, del Maimonides Medical Center di Brooklyn, ha comunque sottolineato che il risultato vale per la chemioterapia a base di cisplatino utilizzata nello studio RTOG 9501 e non è detto che sarebbe analogo impiegando una chemioterapia diversa.

Il trial presentato a Phoenix ha coinvolto 459 pazienti ad alto rischio (cioè con un coinvolgimento di due o più linfonodi regionali, diffusione extracapsulare o margini di resezione microscopicamente positivi), trattati con radioterapia da sola oppure associata a una chemioterapia concomitante a base di cisplatino. L'endpoint primario era il controllo locoregionale.

Ben il 60% dei pazienti ad alto rischio hanno recidive locali nonostante siano sottoposti alla radioterapia post-operatoria, oltre ad aver un maggior rischio di metastasi a distanza e una minore sopravvivenza a 5 anni rispetto ai pazienti non ad alto rischio.

Con quest’ultima analisi, non pianificata in origine ed eseguita su 410 pazienti dei trial originale, i ricercatori del RTOG hanno voluto verificare se la tendenza a un miglioramento della OS osservata in prima battuta potesse trasformarsi in una differenza statisticamente significativa dopo 10 anni di follow-up. Ma il risultato ha parzialmente deluso le aspettative.

Dopo un follow-up mediano di 9,4 anni, infatti, di nuovo non si è visto alcun vantaggio di sopravvivenza del trattamento combinato chemio-radioterapico rispetto alla sola radioterapia. Inoltre, i benefici significativi sul controllo locale osservati dopo 46 mesi si sono annullati. Le percentuali di fallimento locoregionale sono state del 28,8% con la radioterapia e del 22,3% con la terapia combinata e la DFS è stata del 19,1% con la sola radioterapia e del 20,1% con la chemio più radio.

L'analisi dei sottogruppi tuttavia, ha messo in luce alcune differenze. Nei pazienti con un coinvolgimento microscopico dei margini o un’estensione extracapsulare, infatti, il fallimento locoregionale è stato significativamente superiore con la sola radioterapia che non con la chemio-radioterapia – 33,1% contro 21,0% (P = 0,02) – mentre la DFS è stata del 12,3% con la sola radioterapia contro il 18,4% con la terapia combinata (P = 0,05). In questo sottogruppo si è evidenziata anche una tendenza verso un miglioramento della OS con il trattamento combinato rispetto alla sola radioterapia (27,1% contro 19,6%; P = 0,07).

Risultato negativo, invece, nel sottogruppo di pazienti con coinvolgimento linfonodale, nei quali l’aggiunta della chemio alla radioterapia non ha prodotto benefici significativi né sul controllo locoregionale, né sulla DFS né sulla OS.

Anche se il trial non ha centrato l'endpoint primario, Cooper, in un comunicato stampa, ha definito i risultati di follow-up a lungo termine incoraggianti, affermando che gli oncologi sono ora in grado di eradicare alcuni tumori della testa e del collo aggiungendo la chemioterapia alla radioterapia, risparmiando invece la chemio, con i suoi effetti collaterali, ai pazienti che non ne trarrebbero alcun beneficio.

J.S. Cooper, et al. Long-term follow-up of the RTOG 9501/intergroup phase III trial: Postoperative concurrent radiation therapy and chemotherapy in high-risk squamous cell carcinoma of the head and neck. MHNCS 2012; Abstract 1.