I bambini nati da donne sottoposte a chemioterapia durante la gravidanza non sembrano avere problemi in termini di sviluppo mentale e funzionalità cardiaca. E’ il risultato di uno studio presentato a Stoccolma all’ultimo European Multidisciplinary Cancer Congress (ECCO-ESMO).

Il Prof. Frederic Amant e colleghi dello University Hospitals Leuven in Belgio, hanno condotto un’analisi su 70 bambini  nati in Olanda e Repubblica Ceca tra il 1991-2004
I bambini sono stati analizzati alla nascita, a 18 mesi e a 5-6, 8-9, 11-12, 15-16 e 18 anni. I soggetti analizzati sono stati monitorati per una media di circa 2 anni e alcuni per un periodo di quasi 18 anni.

Durante la gravidanza, le 68 madri dei bambini analizzati avevano ricevuto la chemioterapia o la combinazione di chemioterapia, radioterapia e intervento chirurgico, per differenti tipi di cancro. Il tumore più comune nella popolazione analizzata era il cancro alla mammella (35 donne), seguito da tumori ematologici come leucemia e linfoma (18), tumore all’ovaio (6) cancro all’utero (4) e atri tipi di tumore quali quello al cervello, alla pelle, colo rettale,m nasofaringeo e sarcoma di Ewing.

I ricercatori hanno raccolto dati sulla storia medica delle madri, sui vari tipi di trattamento a cui erano state sottoposte e successivamente hanno valutato la salute generale dei loro figli, le performance scolastiche, le attività sportive e la situazione famigliare attraverso un questionario compilato dai genitori durante ogni visita. Gli esperti hanno valutato inoltre lo sviluppo mentale, l’intelligenza, la memoria verbale e non verbale, la capacità di attenzione, l’abilità di controllare altre abilità e il comportamento dei bambini nati dalle madri sottoposte a chemioterapia durante la gravidanza. Inoltre, i parenti dei soggetti analizzati hanno compilato un questionario sul comportamento e sui problemi emozionali dei loro figli. La funzione cardiaca dei bambini è stata valutata attraverso elettro- e eco-cardiografia.

La maggior parte dei bambini erano nati prematuri. La media del periodo di gravidanza era di 35,7 settimane. Dei bambini analizzati, 7 erano nati a 28-32 settimane, 9 a 32-34 settimane, 31 tra le 34 e le 37 settimane e 23 a 37 o più settimane. Due gravidanze erano gemellari.
Gli esperti hanno affermato che l’incidenza e il tipo di malformazioni cognitive riscontrate nel gruppo di bambini analizzati era simile a quella della popolazione generale, come anche la salute e lo sviluppo generale. Inoltre non sono state osservate malformazioni cardiache. Lo sviluppo cognitivo era normale per la maggior parte dei bambini analizzati. La maggioranza dei soggetti con QI al di sotto della norma erano nati prematuri.

La coppia di gemelli che era nata a 32,5 settimane mostrava un ritardo mentale significativo ma secondo gli esperti questo era dovuto al fatto di essere nati pretermine e non per il fatto che la madre era stata sottoposta a chemioterapia durante la gravidanza.

In base a questi risultati gli esperti hanno affermato che le donne in gravidanza con tumore non dovrebbero ritardare la chemioterapia, ma dovrebbero cercare di evitare di partorire prima del termine stabilito. Non è ancora chiaro se la chemioterapia sia responsabile delle nascite premature, ma secondo gli esperti la causa dei problemi cognitivi è da attribuirsi alla riduzione del periodo di gestazione e non al trattamento a cui la madre è stata sottoposta durante la gravidanza.

Abstract ESMO 12 LBA, Presidential session IV, 09.00 hrs (CEST), Tuesday 27 September, Hall A1.
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