La società americana Ambit Biosciences sta cercando il suo successo avendo come bersaglio il chinoma umano, ovvero l’insieme delle proteine chinasi del genoma, una fonte importante per lo sviluppo di terapie mirate da utilizzare in campo oncologico.

L’uso delle terapie mirate, spiega l’azienda, ha diversi vantaggi rispetto alla chemioterapia tradizionale che può avere effetti collaterali fastidiosi per il paziente perché oltre alle cellule tumorali, distrugge anche le cellule sane. Focalizzando l’attenzione su terapie mirate e sull’utilizzo di test diagnostici per identificare sottogruppi di pazienti che potrebbero rispondere a queste terapie, la società ritiene di poter ottenere risultati migliori per i pazienti.

Il farmaco di punta dell’azienda è quizartinib. Disponibile per via orale a somministrazione once a day, il farmaco è stato disegnato per bloccare l’enzima FLT3 mutato, codificato dal gene FLT3-ITD. FLT3 segnala alle cellule del midollo osseo di dividersi e ricostituirsi. Circa il 35% dei pazienti con leucemia con età superiore ai 55 anni presenta una mutazione del gene FLT3-ITD che codifica per un enzima alterato che non funziona in modo permanente. In questo modo le cellule leucemiche crescono rapidamente e la patologia diventa difficile da trattare. Inoltre, il farmaco è un potente inibitore del recettore della tirosin chinasi c-KIT.

Attualmente quizartinib ha terminato la fase II del suo sviluppo clinico in pazienti con leucemia mieloide acuta recidivante e refrattaria con mutazione di FLT3-ITD. Per identificare i pazienti con tale mutazione è stato sviluppato un apposito test diagnostico.

Secondo Ambit, il farmaco potrebbe essere utile anche in altre tipologie di pazienti con leucemia mieloide acuta. Secondo alcuni ricercatori, il farmaco potrebbe essere utilizzato in prima linea in combinazione con la chemioterapia o in prima linea seguito da una terapia continua ad agente singolo. L’azienda sta valutando il farmaco anche come terapia di mantenimento dopo trapianti di cellule staminali ematopoietiche o dopo trapianto di midollo. Attualmente il farmaco è nella fase I del suo sviluppo clinico per queste indicazioni.

Il secondo farmaco oncologico nella pipeline di Ambit è AC708, una piccola molecola potente e selettiva che inibisce il recettore di CSF1, un recettore di tipo tirosin chinasico. Il farmaco è nella fase preclinica del suo sviluppo e potrebbe essere utilizzato in campo oncologico o per  malattie infiammatorie.

Nella sua pipeline, Ambit ha anche un terzo farmaco conosciuto con la sigla CEP-32496, una piccola molecola che inibisce la chinasi BRAF. La molecola è stata identificata dalla società americana ma Teva Pharmaceutical sta sviluppando il farmaco. CEP-32496 ha mostrato un’attività antitumorale sostenuta in modelli murini di melanoma e carcinoma del colon. Il farmaco ha caratteristiche farmacocinetiche positive e un buon profilo di sicurezza rispetto agli altri inibitori della chinasi BRAF. Teva ha depositato all’Fda la New Drug Application (NDA) per il farmaco nel secondo trimestre del 2012. Attualmente il farmaco è nella fase I del suo sviluppo clinico.