Cilengitide, un nuovo trattamento per il glioblastoma ricorrente, ha dato risultati a lungo termine incoraggianti in uno studio di fase II presentato al congresso dell'American Society of Clinical Oncology, a Chicago.
La molecola, sviluppata da Merck KGaA, è un inibitore delle integrine, dotato di proprietà anti-angiogenetiche. Nello studio presentato all'ASCO è stata testata a due diversi dosaggi (2 g oppure 500 mg due volte alla settimana) e ha fornito risultati particolarmente promettenti nel gruppo trattato con la dose più alta.

Sorprendentemente, più di un terzo dei pazienti di questo gruppo era ancora vivo dopo un anno e il 22% dopo 2 anni. Il 10% era ancora in vita dopo 4 anni. Normalmente, la sopravvivenza globale mediana dei pazienti con glioblastoma ricorrente è di pochi mesi e la sopravvivenza a un anno è solo del 20%.
La coordinatrice dello studio, Karen Fink, della Baylor University di Dallas, ha sottolineato che "la prognosi nei soggetti colpiti da questo tumore è estremamente sfavorevole e c'è assoluta necessita di trovare nuove opzioni terapeutiche oltre a quelle disponibili". Anche perché 9 pazienti su 10 hanno una recidiva dopo il trattamento di prima linea.

Allo studio hanno partecipato in totale 66 pazienti. La sopravvivenza globale a 54 mesi è stata doppia nel braccio trattato col dosaggio superiore (5% contro 2,4%) e in questo stesso gruppo si è osservata una riduzione del 4,4% del rischio di mortalità.
Sul fronte della tollerabilità, dei 15 pazienti trattati con la dose più alta di farmaco per un tempo variabile tra i 6 mesi e 4,5 anni, nessuno ha manifestato eventi avversi gravi legati al trattamento.

Merck sta ora portando avanti altri due trial sul glioblastoma: lo studio di fase III CENTRIC, su cilengitide in combinazione con temozolomide e radioterapia in pazienti con glioblastoma multiforme di nuova diagnosi e promotore metilato del gene MGMT, e lo studio di fase II CORE in pazienti con in pazienti con glioblastoma multiforme di nuova diagnosi e promotore non metilato del gene MGMT.

Inoltre, la molecola è protagonista anche dello studio CERTO, che la sta testando in combinazione con cetuximab (Erbitux) come trattamento di prima linea in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato. Un ulteriore trial, ADVANTAGE, sta valutando cilengitide in aggiunta a cisplatino, 5-fluorouracile e cetuximab nei carcinomi testa-collo a cellule squamose in recidiva e/o metastatici.