La combinazione di carfilzomib, pomalidomide e desametasone è risultata ben tollerata e altamente attiva in pazienti con mieloma multiplo recidivatp e/o refrattario in un nuovo studio multicentrico appena pubblicato online sulla rivista Blood.

Dal momento che le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti con mieloma multiplo recidivante e/o refrattario pesantemente pretrattati rimangono limitate, gli autori del lavoro hanno provato a valutare un regime terapeutico costituito da carfilzomib, pomalidomide e desametasone (CPD).

I ricercatori hanno quindi implementato uno studio di fase I/II in aperto e a braccio singolo, di dose-escalation, nel quale hanno  arruolato 32 pazienti affetti da mieloma multiplo che avevano recidivato dopo una terapia precedente o erano risultati refrattari alla terapia più recente effettuata. Inoltre, tutti i partecipanti erano risultati refrattari a un trattamento precedente con lenalidomide.

Questo studio, scrivono gli autori, è il primo a valutare il regime CPD nel mieloma multiplo. Il trattamento attualmente raccomandato dalle linee guida del National Comprehensive Cancer Network per il mieloma multiplo già trattato in precedenza comprende la combinazione di carfilzomib più lenalidomide e desametasone, e la combinazione di pomalidomide più desametasone.

Nello studio appena pubblicato, i partecipanti sono stati trattati con carfilzomib per via endovenosa nei giorni 1, 2, 8, 9, 15, e 16 partendo con un dosaggio iniziale pari a 20 o 27 mg/mg2, pomalidomide per via orale una volta al giorno nei giorni da 1 a 21, partendo con 4 mg, e desametasone 40 mg per via orale o endovenosa nei giorni 1, 8, 15 e 22 di ciascun ciclo di 28 giorni.

Gli endpoint primari dello studio erano la sicurezza e la determinazione della dose massima tollerata del nuovo regime.

La dose massima tollerata è risultata corrispondente ai dosaggi iniziali.

Gli eventi avversi di tipo ematologico hanno avuto un’incidenza non inferiore al 60% di tutti i pazienti, tra cui 11 che hanno manifestato anemia di grado ≥3. Invece, 10 pazienti hanno manifestato dispnea di grado 1/2, mentre la neuropatia periferica si è verificata di rado ed è stata comunque di grado 1/2.

Otto pazienti hanno dovuto ridurre il dosaggio durante la terapia e sette hanno interrotto il trattamento a causa degli eventi avversi. Inoltre, durante lo studio ci sono stati due decessi, uno dovuto a polmonite e l’altro a embolia polmonare.

J.J. Shah, et al. Carfilzomib, pomalidomide, and dexamethasone (CPD) in patients with relapsed and/or refractory multiple myeloma. Blood. 2015; doi: 10.1182/blood-2015-05-643320.
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