Combinazione ipilimumab-nivolumab efficace nel melanoma mucosale

La combinazione di nivolumab e ipilimumab sicura ed efficace nei pazienti con melanoma mucosale. A evidenziarlo un'analisi dei dati aggregati di sei studi su pazienti con melanoma avanzato, pubblicata di recente sul Journal of Clinical Oncology.

La combinazione di nivolumab e ipilimumab è sicura ed efficace nei pazienti con melanoma mucosale. A evidenziarlo è un'analisi dei dati aggregati di sei studi su pazienti con melanoma avanzato, pubblicata di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Anche se il melanoma delle mucose è un sottotipo raro nella popolazione caucasica (rappresenta meno del 2% di tutti i melanomi), si tratta di un tumore aggressivo e caratterizzato da prognosi sfavorevole, che risponde poco alle terapie tradizionali.

"Una delle sfide maggiori nei pazienti con melanoma delle mucose è che mancano protocolli ben definiti per la stadiazione e il trattamento, e in assenza di segni distinguibili o sintomi riconoscibili da parte del paziente, spesso la diagnosi avviene quando il tumore è già in stadio avanzato" scrivono gli autori del lavoro, coordinati da Sandra P. D'Angelo, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York

La combinazione dell’inibitore del checkpoint immunitario CTLA-4 ipilimumab e dell’inibitore del checkpoint immunitario PD-1 nivolumab ha dimostrato di essere un trattamento sicuro ed efficace per il melanoma. Tuttavia, sono stati fatti pochi studi per valutare l’effetto di questa combinazione nel trattamento di altri sottotipi di melanoma.

Per colmare questa lacuna, la D'Angelo e i colleghi hanno valutato un insieme di dati provenienti da sei studi clinici su pazienti con melanoma avanzato, tra cui dati di 889 pazienti trattati con il solo nivolumab (di cui 665 con melanoma cutaneo e 86 con melanoma delle mucose), 407 pazienti trattati con ipilimumab più nivolumab (di cui 326 con melanoma cutaneo e 35 con melanoma delle mucose) e 357 pazienti trattati con il solo ipilimumab (di cui 269 con melanoma cutaneo e 36 con melanoma delle mucose).

Nei pazienti con melanoma delle mucose, i pazienti trattati con la combinazione ipilimumab e nivolumab hanno mostrato una sopravvivenza libera da progressione (PFS) superiore (5,9 mesi; IC al 95% 2,2-non raggiunto) rispetto a quelli trattati con il solo nivolumab (3 mesi; IC al 95% 2,2-5,4) o il solo ipilimumab (2,7 mesi; IC al 95% 2,6-2,8).

Anche la percentuale di risposta complessiva (ORR) è risultata più alta tra i pazienti con melanoma delle mucose trattati con la combinazione dei due inibitori (37,1%; IC al 95% 21,5-55,1) che non tra quelli  trattati con il solo nivolumab (23,3%; IC al 95% 14,8-33,6) o il solo ipilimumab (8,3%; IC al 95% 1,8-22,5).

Anche i pazienti con melanoma cutaneo hanno ottenuto una PFS superiore se trattati con la combinazione dei due anticorpi (11,7 mesi; IC al 95% 8,9-16,7) che non con il solo nivolumab (6,2 mesi; IC al 95%, 5,2-7,5) o il solo ipilimumab (3,9 mesi; IC al 95% 2,9- 4.4). In questo sottogruppo, la combinazione si è associata anche a un’ORR superiore (60,4%; IC al 95% 54,9-65,8) rispetto a nivolumab (40,9%; IC al 95% 37,1-44,7) e ipilimumab (21,2%; IC al 95% 16,5-26,6) in monoterapia.

Da notare che l’entità delle differenze di ORR tra pazienti con espressione di PD-L1 almeno del 5% e quelli con espressione di PD-L1 inferiore al 5% è risultata maggiore nel sottogruppo con melanoma delle mucose rispetto al sottogruppo con melanoma cutaneo.

Sul fronte della sicurezza, nei pazienti con melanoma delle mucose si è osservata un’incidenza di eventi avversi di grado 3 o 4 inferiore rispetto ai pazienti con melanoma cutaneo, sia tra quelli trattati con la combinazione (40% contro 54,9%) sia tra quelli trattati con il solo nivolumab (8,1% contro 12,5%).

Anche le percentuali di interruzione a causa di eventi avversi correlati al trattamento sono state più basse nei pazienti con melanoma delle mucose rispetto ai pazienti con melanoma cutaneo sia in caso di monoterapia con nivolumab (2,3% contro 3,9%) sia in caso di terapia con la combinazione (17% contro 31%).

"I pazienti possono trarre beneficio dalla terapia a base di anti-PD-1, indipendentemente dalla presenza di fattori prognostici sfavorevoli, dall’espressione di PD-L1 nel tumore e dalle terapie precedenti effettuate" scrivono la D'Angelo e i colleghi. "I risultati delle nostre analisi, in attesa di dati maturi sulla sopravvivenza globale, suggeriscono che nivolumab in monoterapia e la combinazione nivolumab più ipilimumab sono opzioni promettenti per il trattamento del melanoma delle mucose".

S.P. D’Angelo, et al. Efficacy and Safety of Nivolumab Alone or in Combination With Ipilimumab in Patients With Mucosal Melanoma: A Pooled Analysis. J Clin Oncol. 2016;doi:10.1200/JCO.2016.67.9258.
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