Al 55°congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH) svoltosi a New Orleans, LA, dal 7 al 10 dicembre 2013 sono stati presentati i dati aggiornati sulla sopravvivenza globale di due studi clinici pivotali di fase 2 condotti su brentuximab vedotin nel linfoma di Hodgkin recidivante/refrattario (R/R HL) e nel linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico recidivante/refrattario (R/R sALCL).

Brentuximab vedotin è un anticorpo coniugato a farmaco (ADC) che ha come bersaglio il CD30. Una sopravvivenza globale (OS) mediana di 40,5 mesi è stata riportata in R/R HL, e non è stata ancora raggiunta in R/R sALCL.

“I dati aggiornati degli studi clinici pivotali su brentuximab vedotin  dimostrano una sopravvivenza prolungata in questa popolazione pesantemente pretrattata. La sopravvivenza globale mediana nello studio sul linfoma di Hodgkin recidivante/refrattario è stata di 3,4 anni, e include 18 pazienti che sono rimasti in remissione e sotto controllo. Nell’ALCL sistemico recidivante/refrattario, la sopravvivenza globale mediana non è ancora stata raggiunta e il tasso di sopravvivenza stimato a tre anni è stato del 63%”, ha detto Jonathan Drachman, M.D., Chief Medical Officer and Executive Vice President, Research and Development alla Seattle Genetics.

“In questa popolazione di pazienti HL e sALCL pesantemente pretrattata, superare la sopravvivenza mediana di tre anni con brentuximab in monoterapia è significativo," ha detto Michael Vasconcelles, M.D., Senior Vice President, Head, Oncology Therapeutic Area Unit, Takeda Pharmaceutical Company. “Continuiamo a lavorare con le autorità regolatorie nei nostri territori per ampliare la disponibilità di brentuximab e cercare di includere nelle indicazioni questi importanti aggiornamenti sulla sopravvivenza”.

“Questi dati consolidano il beneficio già dimostrato associato ad brentuximab vedotin  nei pazienti con linfoma di Hodgkin recidivante e con ALCL sistemico e supportano ulteriormente i nostri tre studi clinici di fase 3 in corso sulle prime linee di trattamento: AETHERA su pazienti ad alto rischio trapiantati con linfoma di Hodgkin, ECHELON-1 per il trattamento di prima linea per il linfoma di Hodgkin e ECHELON-2 per il trattamento di prima linea del linfoma a cellule T mature ”.

Dati di follow-up a tre anni e caratteristiche delle remissioni a lungo termine di uno studio di fase 2 in corso su brentuximab vedotin in pazienti con linfoma di Hodgkin recidivante o refrattario (Abstract #4382)


Uno studio registrativo a braccio singolo è stato condotto su 102 pazienti con R/R HL in seguito a  trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) per valutare l'efficacia e la sicurezza di BRENTUXIMAB VEDOTIN  in monoterapia. Inoltre lo studio è stato disegnato per determinare la durata della risposta, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e l'OS. I pazienti arruolati avevano ricevuto una mediana di oltre 3 precedenti regimi chemioterapici. I pazienti hanno ricevuto 1,8 milligrammi per chilogrammo (mg/kg) di BRENTUXIMAB VEDOTIN  somministrati con infusione endovenosa (IV) di 30 minuti ogni tre settimane fino a un massimo di 16 cicli per i pazienti che hanno raggiunto uno stato di malattia stabilizzata o in miglioramento.

I dati fondamentali dell'analisi sulla sopravvivenza a lungo termine in questo studio sono stati:

•         Dopo un periodo di osservazione mediano di 32,7 mesi dalla prima dose di BRENTUXIMAB VEDOTIN , l'OS mediana stimata era di 40,5 mesi (intervallo di confidenza [CI] del 95%: 28,7 [range, da 1,8 a 48,3 mesi]).
•         Nei 34 pazienti che hanno mostrato una remissione completa, l'OS mediana non era ancora stata raggiunta.
•         Il tasso di sopravvivenza stimato a tre anni è stato del 54%.
•         Dei 102 pazienti, 14 sono rimasti in remissione per valutazione indipendente e 18 per valutazione dello sperimentatore, e sono ancora controllati nello studio.
•         Complessivamente, i pazienti hanno ricevuto una mediana di nove cicli di terapia con BRENTUXIMAB VEDOTIN ; i pazienti che hanno raggiunto una risposta obiettiva (OR)  hanno ricevuto più cicli di terapia.
•         I più comuni eventi avversi (AE) di ogni grado sono stati: neuropatia sensoriale periferica (47%), affaticamento (46%) nausea (42%) infezione delle alte vie respiratorie (37%) e diarrea (36%).
•         I più comuni eventi avversi di grado 3 o 4 verificatisi in almeno il 5% dei pazienti sono stati: neutropenia (20%), neuropatia periferica sensoriale (9%), trombocitopenia (8%) e anemia (6%).

Risultati sulla sopravvivenza a tre anni di uno studio clinico di fase 2 in corso su brentuximab vedotin in pazienti con linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico recidivante o refrattario. (Abstract #1809)

Uno studio clinico registrativo a braccio singolo è stato condotto su 58 pazienti R/R sALCL per valutare l'efficacia e la sicurezza di brentuximab vedotin  in monoterapia. Inoltre, lo studio è stato disegnato per determinare la durata della risposta, la PFS e l'OS. I pazienti arruolati avevano ricevuto una mediana di due precedenti regimi chemioterapici. I pazienti hanno ricevuto 1,8 mg/kg di brentuximab vedotin  somministrati con infusione endovenosa di 30 minuti ogni tre settimane fino a un massimo di 16 cicli per i pazienti che hanno raggiunto uno stato di malattia stabilizzata o in miglioramento.

I dati fondamentali del follow-up a lungo termine dei pazienti in questo studio pivotale sono stati:
•         Dopo un periodo di osservazione mediano di 33,4 mesi dalla prima dose del farmaco, l'OS mediana non era ancora stata raggiunta.
•         Il tasso di sopravvivenza stimato a tre anni dall'inizio del trattamento con il farmaco  è stato del 63%.
•         La PFS mediana è stata di 14,6 mesi.
•         Dei 34 pazienti che hanno raggiunto una remissione completa durante lo studio, 16 (47 %) sono rimasti in remissione completa continua al momento dell'ultimo follow-up.
•         Complessivamente, i pazienti hanno ricevuto una mediana di sette cicli di terapia con; i brentuximab vedotin pazienti che hanno raggiunto una OR hanno ricevuto più cicli di terapia.
•         Gli eventi avversi più comuni di ogni grado sono stati: neuropatia periferica (57%), nausea (40%), affaticamento (38%), piressia (34%) e diarrea (29%).
•         I più comuni eventi avversi di grado 3 o 4 verificatisi in almeno il 5% dei pazienti includevano: neutropenia (21%), neuropatia periferica (17%), trombocitopenia (14%), anemia (7%) e affaticamento (5%).

Brentuximab vedotin
Brentuximab vedotin è un anticorpo coniugato a farmaco (ADC) composto da un anticorpo monoclonale anti-CD30 legato, tramite un legante scissibile per proteasi, all’agente antimicrotubulare monometilauristatina E (MMAE), che utilizza la tecnologia brevettata della Seattle Genetics. L'ADC usa un ligante  disegnato per essere stabile in circolo e rilasciare MMAE al momento dell'internalizzazione nelle cellule tumorali che esprimono CD30.

Brentuximab vedotin  ha ricevuto l'autorizzazione all’immissione in commercio condizionata da parte della Commissione Europea nell'ottobre 2012 per due indicazioni: (1) il trattamento di pazienti adulti con HL CD-30 positivo recidivante o refrattario in seguito a un trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) o in seguito ad almeno due precedenti terapie quando l’ASCT o la polichemioterapia non sono un’opzione terapeutica, e (2) il trattamento di pazienti adulti con sALCL recidivante o refrattario.

Brentuximab vedotin  ha ricevuto l'autorizzazione all'immissione in commercio dalle autorità regolatorie in oltre 35 paesi.

In Italia, il farmaco è già disponibile in terapia grazie all’inserimento nell’elenco dei farmaci dispensati con la legge 648/96.