Al meeting annuale dell’American Association for Cancer Research, AACR, sono stati presentati nuovi dati che confermano l’efficacia di pembrolizumab, anticorpo anti-PD-1 di MSD, nel trattamento di forme tumorali particolarmente aggressive e con limitate opzioni terapeutiche, come il melanoma in fase avanzata, il tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) e il mesotelioma.

Nel trattamento del melanoma in fase avanzata non operabile, secondo i dati di fase 3 dello studio KEYNOTE-006, pubblicati sul New England Journal of Medicine, pembrolizumab si è dimostrato superiore all’anti-CTLA-4 ipilimumab, attuale standard di cura, in termini di sopravvivenza globale (OS), sopravvivenza libera da progressione (PFS) e tasso di risposta complessivo (ORR).

I tassi di PFS a 6 mesi stimati per i bracci di pembrolizumab sono stati del 47,3% e del 46,4% nel gruppo di pazienti trattati con 10 mg/kg di pembrolizumab, rispettivamente, ogni 2 e 3 settimane, comparati al 26,5% di ipilimumab. La PFS mediana per pembrolizumab è stata di 5,5 mesi e di 4,1 mesi, rispettivamente, rispetto ai 2,8 mesi di ipilimumab.  La sopravvivenza a un anno è stata del 74,1% e del 68,4% per pembrolizumab rispetto al 58,2% di ipilimumab con un incremento di oltre il 30%. La sopravvivenza mediana non è stata raggiunta in nessuno dei gruppi di trattamento. Significativo il tasso di risposta complessiva (ORR), che è stato del 33,7% e del 32,9% per pembrolizumab rispetto all’11,9% di ipilimumab. I profili di efficacia e sicurezza di pembrolizumab sono risultati simili nei vari dosaggi.

“L’obiettivo del programma di sviluppo di pembrolizumab è contribuire a migliorare la sopravvivenza e il controllo della malattia a lungo termine nelle persone affette da vari tipi di tumore”, ha affermato Roger Perlmutter, Presidente di Merck Research Laboratories. “Lo studio KEYNOTE-006 ha comparato due immunoterapie che hanno come target due pathway di controllo diversi: PD-1 e CTLA-4. In questo studio, il nostro anticorpo anti-PD-1, pembrolizumab, ha aumentato la sopravvivenza globale di oltre il 30% rispetto a ipilimumab, un anticorpo anti-CTLA-4, nel trattamento del melanoma avanzato. Siamo impazienti di presentare questi dati alla FDA e alle autorità sanitarie di tutto il mondo.”

Sulla base di questi dati, nelle scorse settimane MSD ha annunciato la conclusione anticipata dello studio KEYNOTE-006 ed entro la metà del 2015 verrà presentata una domanda di approvazione a FDA, per il trattamento di prima linea del melanoma avanzato.

Nel trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC), secondo i dati dello studio KEYNOTE-001, pembrolizumab ha ottenuto una risposta duratura sia tra i pazienti naive che tra quelli precedentemente trattati. La durata è stata osservata con più linee terapeutiche, tipi istologici ed espressione di PD-L1.

Il tasso di risposta globale (ORR) è stato del 45,4% nei pazienti con >50% di cellule tumorali positive all’espressione di PD-L1, mentre la PFS mediana è stata di 6,3 mesi. La OS mediana non è stata raggiunta. Negli altri sottogruppi PD-L1, l’ORR è stata del 16,5% nei pazienti con l’1-49% di cellule tumorali positive  e del 10,7% nei pazienti con meno dell’1% di cellule tumorali positive per l’espressione PD-L1.  Nella popolazione totale dello studio, l’ORR è stata del 19,4%, dato coerente con i dati presentati in precedenza.

Le evidenze di efficacia dimostrano che l’espressione di PD-L1 nella cellula tumorale può essere un importante biomarcatore per identificare i pazienti con tumore polmonare NSCLC che hanno una maggiore probabilità di ottenere una risposta più efficace con una terapia anti-PD-1.

“Questi risultati rappresentano il più ampio dataset di una terapia anti-PD-1 in pazienti naïve e precedentemente trattati, con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato. Stiamo portando avanti un vasto programma di Fase 3 che caratterizzerà ulteriormente il potenziale beneficio di pembrolizumab rispetto allo standard di cura per questi pazienti", ha affermato Roger Dansey, Responsabile dell’area terapeutica ed Head e Senior Vice President di Oncology late-stage development, Merck Research Laboratories.

Pembrolizumab ha ottenuto dalla FDA la designazione di Breakthrough Therapy per l’NSCLC nell’ottobre del 2014. Merck ha recentemente annunciato che l’azienda ha presentato a FDA la richiesta di approvazione per l’indicazione di NSCLC avanzato dalla seconda linea in poi. Anche nel mesotelioma pleurico, una delle forme di tumore per le quali oggi non esistono opzioni terapeutiche efficaci, i dati dello studio KEYNOTE-028 hanno dimostrato che pembrolizumab ha ottenuto un tasso di risposta complessivo del 28%. Nel 48% dei pazienti la malattia si è stabilizzata, determinando un tasso di risposta del 76%.

Pembrolizumab
Pembrolizumab è un anticorpo anti PD-1, già approvato dall’FDA per il trattamento di pazienti con melanoma non resecabile o metastatico, già trattati con ipilimumab o anche con un BRAF inibitore, se con la mutazione BRAF V600 positiva. Pembrolizumab è in fase avanzata di sperimentazione in diversi trials clinici per il trattamento, in monoterapia e in combinazione, di oltre 30 tipi di tumori differenti, tra cui il tumore della vescica, gastrico, della testa e del collo, il carcinoma polmonare non a piccole cellule, il carcinoma mammario triplo negativo e le neoplasie ematologiche. La terapia con pembrolizumab ha l’obiettivo di ripristinare la naturale capacità del sistema immunitario di riconoscere e colpire le cellule tumorali mediante il blocco selettivo del legame del recettore PD-1 con i suoi ligandi (PD-L1 e PD-L2). Da settembre il farmaco è disponibile per il commercio negli Stati Uniti; in Europa è stato avviato un ampio programma di “expanded access” (uso compassionevole) al quale stanno partecipando anche molti centri italiani.