Consumo regolare di aspirina può ridurre il rischio di ca al pancreas

L'uso regolare di aspirina ha ridotto il rischio di cancro al pancreas di quasi il 50% in uno studio cinese pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. I dati del nuovo studio e una meta-analisi di dati provenienti da 18 altri studi suggeriscono che nel corso degli ultimi due decenni, in parallelo con l'aumento del consumo di aspirina nella popolazione generale, l'effetto di riduzione del rischio di cancro al pancreas esercitato dall'aspirina è diventato più pronunciato.

L'uso regolare di aspirina ha ridotto il rischio di cancro al pancreas di quasi il 50% in uno studio cinese pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. I dati del nuovo studio e una meta-analisi di dati provenienti da 18 altri studi suggeriscono che nel corso degli ultimi due decenni, in parallelo con l’aumento del consumo di aspirina nella popolazione generale, l'effetto di riduzione del rischio di cancro al pancreas esercitato dall'aspirina è diventato più pronunciato.

"Abbiamo osservato una relazione inversa significativa tra uso di aspirina e rischio di cancro al pancreas in un ampio campione rappresentativo di pazienti cinesi" scrivono i ricercatori, coordinati da Harvey A. Risch, della Yale school of Public Health e dello Yale Cancer Center. "Il pattern di riduzione del rischio è risultato molto simile a quello osservato in altri studi recenti effettuati negli Stati Uniti e altrove" agiungono gli autori.

Per la loro ricerca, Risch e i colleghi hanno reclutato 761 pazienti con un carcinoma pancreatico di nuova diagnosi presso 37 ospedali di Shanghai dal dicembre 2006 al gennaio 2011 e li hanno abbinati con 794 pazienti di controllo inserii nel Shanghai Residents Registry. I partecipanti sono stati sottoposti a un questionario nel quale si chiedeva loro se assumevano regolarmente aspirina, quante compresse assumevano al giorno o alla settimana e a che età avevano iniziato e smesso di prendere il farmaco.

I partecipanti definiti come utilizzatori abituali dell’aspirina hanno mostrato di avere un rischio significativamente più basso di cancro al pancreas (OR 0,54; IC al 95% 0,40-0,73) e il rischio di cancro al pancreas è risultato ridotto dell'8% per ogni anno cumulativo di uso del farmaco. A beneficiare maggiormente dell’effetto protettivo sembra essere il gentil sesso, Infatti, il consumo regolare di aspirina è risultato associato a un minor rischio di cancro nelle donne (OR 0,42) rispetto agli uomini (OR 0,64). I dati hanno anche mostrato che smettere di prendere l’aspirina negli ultimi 2 anni è risultato associato a un ischio di cancro al pancreas più che raddoppiato.

"Anche se la scelta di utilizzare l'aspirina per la profilassi delle malattie in genere dipende dai rischi valutati di malattie cardiovascolari, cancro del colon-retto, ecc., è probabile che il suo impiego quanto meno non aumenti il rischio di cancro al pancreas e molto probabilmente lo riduca sensibilmente" scrivono i ricercatori.

La meta-analisi che ha incluso questo e altri 18 studi ha mostrato nei consumatori regolari di aspirina una tendenza a una riduzione del rischio sempre più evidente quanto più recente era stata la valutazione dell’esposizione al farmaco, sia per i pazienti trattati con aspirina a basso dosaggio sia per quelli trattati con un qualsiasi dosaggio. In particolare, l'OR è diminuito del 2,3% all'anno fino ai giorni nostri.

"Anche se i risultati del nostro studio e le tendenze alla riduzione dell’OR riportate in letteratura forniscono evidenza di un effetto benefico dell’uso di aspirina sul rischio di cancro al pancreas, si dovrebbero prendere in considerazione alcune limitazioni di questo lavoro" avvertono Risch e i colleghi nella discussione.

Secondo i ricercatori, il limite principale del loro lavoro è che si tratta di uno studio caso-controllo basato su una rendicontazione accurata del consumo passato di aspirina da parte dei partecipanti.
H.A. Risch, et al. Aspirin Use and Reduced Risk of Pancreatic Cancer. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2016; doi:10.1158/1055-9965.EPI-16-0508.
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