Crcinoma differenziato della tiroide, bene la PFS con Lenvatinib

Oncologia-Ematologia
I dati dello studio di Fase III SELECT (Study of [E7080] LEnvatinib in Differentiated Cancer of the Thyroid) mostrano che lenvatinib prolunga significativamente la sopravvivenza libera da progressione rispetto al placebo (18,3 mesi vs 3,6 mesi) in soggetti con carcinoma differenziato della tiroide refrattario allo iodio radioattivo (RR-DTC) in fase progressiva ( hazard ratio [HR]=0,21, [IC 95%, 0,14-0,31]; p<0,0001). Le analisi esplorative dei sottogruppi dello Studio SELECT, presentate quest'oggi al 38° Congresso annuale della European Thyroid Association, suggeriscono che lenvatinib mantiene il beneficio nei pazienti affetti da RR-DTC compresi i pazienti con metastasi polmonari, PFS mediana: lenvatinib, 18,7 mesi; placebo, 3,6 mesi; (HR=0,21, [IC 95%, 0,15-0,29]; p<0.0001) e metastasi ossee PFS mediana: lenvatinib, NR; placebo, 7,4 mesi; (HR=0,65, [IC 95%, 0,11-4,07]; p<0.0001).[1]

Una seconda analisi di sottogruppo dei dati dello Studio SELECT, che sarà presentata in occasione del Congresso annuale, ha evidenziato che il beneficio in termini di PFS osservato in 195 soggetti con RR-DTC in fase progressiva in Europa (lenvatinib n=131 e placebo n=64) è sovrapponibile a quello della popolazione complessiva dello studio (HR=0,24, [IC 95%, 0,16-0,35]; p<0,0001).[2] La PFS mediana nei bracci di trattamento con lenvatinib e con placebo è stata di 18,7 mesi e 3,7 mesi rispettivamente.

"I dati ottenuti dalle nostre analisi dei sottogruppi sono in linea con quelli dello Studio SELECT nel suo complesso e dimostrano l'efficacia di lenvatinib in questa forma tumorale rara e difficile da trattare. Siamo entusiasti di presentare queste analisi di sottogruppo a un forum europeo, in quanto medici e pazienti di tutta Europa hanno un urgente bisogno di trovare alternative terapeutiche per questa forma aggressiva di tumore della tiroide", ha commentato Kate Newbold, sperimentatore principale e specialista in oncologia clinica presso il Royal Marsden Hospital National Health Service Trust (Regno Unito).

Il carcinoma tiroideo è la neoplasia endocrina più comune.[3] Nel 2012, solo in Europa ne sono stati diagnosticati più di 50.000 casi.[4] Sebbene per la maggior parte dei tipi di carcinoma tiroideo esista un trattamento, resta un'esigenza terapeutica non soddisfatta per questa patologia in fase progressiva.

Lenvatinib è un inibitore orale di vari recettori della tirosin-chinasi (TKI) con una nuova modalità di binding che inibisce in modo selettivo le attività chinasiche di tutti i recettori del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR), oltre ad altri RTK correlati alle vie proangiogenica e oncogenica, compresi tutti i recettori del fattore di crescita fibroblastico (FGFR), il recettore del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF) PDGFRα, KIT e RET coinvolti nella proliferazione tumorale.Tutto ciò rende lenvatinib il primo TKI in grado di inibire simultaneamente le attività chinasiche di FGFR1-4 e VEGFR1-3.[5],[6],[7]

Lo Studio SELECT era una sperimentazione di Fase III multicentrica, randomizzata in doppio cieco e controllata con placebo, volta a confrontare la PFS di persone affette da RR-DTC con evidenze radiografiche di progressione della malattia nei 13 mesi precedenti e trattati con una dose orale di lenvatinib (24 mg) una volta al giorno rispetto al placebo.[8] Gli endpoint secondari dello studio includevano il tasso di risposta globale (ORR), la sopravvivenza globale (OS) e la sicurezza. Nello studio, condotto da Eisai in collaborazione con il gruppo SFJ Pharmaceuticals, sono stati arruolati 392 pazienti in oltre 100 centri in Europa, Nord e Sud America e Asia.

Nel sottogruppo europeo i cinque eventi avversi più comuni correlati al trattamento (TRAE) con lenvatinib, di qualsiasi grado, sono stati: ipertensione (68%), diarrea (59%), riduzione dell'appetito (50%), calo ponderale (46%) e nausea (41%).

Lenvatinib, scoperto e sviluppato da Eisai, ha ricevuto il 31 luglio una valutazione con procedura accelerata da parte dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA). La richiesta di autorizzazione all'immissione in commercio in Europa e negli Stati Uniti è stata presentata il 18 agosto 2014. La stessa richiesta è stata presentata in Giappone nel giugno 2014. Nell'aprile 2013, la Commissione europea aveva concesso a lenvatinib la designazione di farmaco orfano (ODD) per il trattamento del carcinoma tiroideo follicolare e papillare. Questa stessa designazione è stata riconosciuta negli Stati Uniti per il carcinoma tiroideo follicolare, midollare, anaplastico e per il carcinoma tiroideo papillare metastatico o localmente avanzato e in Giappone per il carcinoma tiroideo.

Lo sviluppo di lenvatinib conferma la mission di Eisai nel settore human health care (hhc), l'impegno dell'azienda a sviluppare soluzioni innovative per la prevenzione e la cura delle malattie e per l'assistenza sanitaria e il benessere delle persone in tutto il mondo. Eisai opera nel settore terapeutico oncologico e si dedica a soddisfare le esigenze mediche insoddisfatte dei pazienti e delle loro famiglie.