Dacomitinib, un inibitore delle tirosin chinasi di seconda generazione, ha migliorato leggermente gli outcome nel cancro al polmone non a piccole cellule (Nsclc) resistente al trattamento, secondo quanto emerge dalle analisi per sottogruppi di due studi clinici, presentate durante i lavori della European Lung Cancer Conference (ELCC), a Ginevra.

La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è stata di 2,6 mesi e la sopravvivenza globale di 6,1 mesi nei pazienti con istologia non adenocarcinoma refrattario al trattamento. I risultati sono paragonabili ai dati storici ottenuti nello studio pivotal sul erlotinib nel Nsclc come terapia di seconda o terza linea.

In uno studio su regimi di seconda e terza linea, il trattamento con erlotinib o dacomitinib ha portato a una PFS mediana di 8 o 9 settimane tra i pazienti nel Nsclc non adenocarcinoma. Tuttavia, le curve di sopravvivenza hanno continuato a separarsi dopo la mediana, suggerendo un potenziale beneficio per dacomitinib continuando la terapia.

Fiona Blackhall, dell'Università di Manchester in Inghilterra, ha spiegato durante la sua presentazione che sono in corso studi di fase III su dacomitinib in diversi sottotipi istologici di Nsclc, tra cui uno di confronto tra dacomitinib ed erlotinib in pazienti già trattati con una o due linee di chemioterapia.

Dacomitinib è un inibitore pantirosinchinasico del recettore del fattore di crescita epidermico (HER) attivo per via orale, che blocca irreversibilmente i recettori HER1/EGFR, HER2 ed HER4. Il farmaco è già stato valutato in due studi di fase II che hanno coinvolto pazienti con Nsclc precedentemente trattati.

Nel primo studio, i pazienti sono stati trattati con dacomitinib dopo il fallimento di almeno un regime chemioterapico ed erlotinib; nel secondo, i pazienti sono stati trattati con dacomitinib oppure erlotinib o dopo il fallimento di uno o più chemioterapie.

Al congresso Nsclc sono stati riportati i risultati di un'analisi dei due studi limitata a pazienti con Nsclc di tipo  non adenocarcinoma. L’analisi è stata fatta perché nello studio pivotal BR.21 su erlotinib si era visto che i pazienti con Nsclc di tipo non adenocarcinoma avevano una percentuale di risposta tre volte inferiore rispetto a quelli con istologia adenocarcinoma.

Combinando i due studi, l’analisi ha riguardato in totale 48 pazienti con Nsclc non adenocarcinoma trattati con dacomitinib e 33 pazienti con Nsclc non adenocarcinoma trattati con erlotinib.

Nel primo trial, il trattamento con dacomitinib si è associato con una PFS mediana di 12 settimane nei 50 pazienti con Nsclc di tipo adenocarcinoma NSCLC e 11,1 settimane nei 16 pazienti con Nsclc non adenocarcinoma.

Nello secondo studio, quello su dacomitinib ed erlotinib in seconda o terza linea, la PFS mediana complessiva è stata di 12,4 settimane con dacomitinib e 8,3 settimane con erlotinib (HR 0,66; P = 0,012).
Nel sottogruppo con Nsclc non adenocarcinoma la PFS mediana è risultata di 8,7 settimane con dacomitinib e 8,1 settimane con erlotinib (P = 0,137).

L'analisi stratificata della PFS ha suggerito una superiorità di dacomitinib per tutti i sottogruppi di pazienti tranne due: quelli con mutazioni del gene KRAS e i pazienti al di sopra dei 65 anni.

L’analisi dei parametri di efficacia per il sottogruppo di pazienti con Nsclc non adenocarcinoma nel secondo studio ha mostrato che dacomitinib si è associato con una percentuale di risposta globale del 6,3% e di beneficio clinico del 21,9%, mentre con erlotinib non si sono avute risposte e il beneficio clinico è stato del 9,1%.

Durante la discussione, Anne-Marie Dingemans, dell'Università di Maastricht, ha detto che dacomitinib merita di essere studiato ulteriormente e che con questo agente i pazienti con Nsclc di tipo adenocarcinoma non ottengono risultati inferiori, tanto che nello studio di fase III in corso su dacomitinib sono inclusi anche pazienti con Nscl di questo tipo.

Blackhall F, et al. Activity of the pan-HER tyrosine kinase inhibitor dacomitinib (PF-00299804) in refractory nonadenocarcinoma (Non-A) nonsmall-cell lung cancer (NSCLC) and compared with erlotinib in the 2nd-3rd-line setting. ELCC 2012; Abstract 1650.