In occasione del 47a congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), Novartis ha presentato una serie di nuovi dati che evidenziano significativi miglioramenti, nella percentuale di sopravvivenza libera da recidive come in quella di sopravvivenza globale, per i pazienti che hanno assunto imatinib per tre anni in seguito alla rimozione di tumori stromali gastrointestinali KIT (CD117)-positivi, nel raffronto con i pazienti che lo hanno assunto per un solo anno dopo l’intervento.

Dai dati emerge che, a cinque anni di distanza, nel 66% dei pazienti che hanno assunto imatinib per tre anni non si è verificato alcun episodio tumorale (endpoint primario dello studio), mentre per i pazienti che lo hanno assunto per un solo anno la percentuale è stata del 48% (p<.0001). Inoltre, le percentuali dei pazienti rimasti in vita, tra quelli che hanno assunto imatinib per tre anni e quelli che lo hanno assunto per un solo anno (endopoint secondario), sono state rispettivamente del 92% e dell’82% (p=0,019).1 Il follow-up mediano sui pazienti è stato effettuato a distanza di 54 mesi.

Il trial di Fase III, che ha coinvolto 400 pazienti ed è stato condotto dallo Scandinavian Sarcoma Group (SSG) e dal Sarcoma Group della Arbeitsgemeinschaft Internistische Onkologie (AIO), è il primo studio prospettico multi-centrico volto a dimostrare i maggiori benefici per la sopravvivenza ottenuti con tre anni di terapia adiuvante a base di imatinib rispetto a un solo anno di trattamento. Nel trial, il profilo degli effetti collaterali è stato in linea con quanto riportato dai precedenti studi svolti sul farmaco.

“Questo studio conferma l’ipotesi che estendere la durata del trattamento a base di imatinib per i pazienti operati migliori le possibilità di sopravvivenza libera da recidive. Per la prima volta, è stato riscontrato un impatto sulla sopravvivenza globale”, ha dichiarato Heikki Joensuu, del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Helsinki, principale investigatore dello studio. “I risultati possono influire positivamente sulle pratiche cliniche, aiutando i medici a definire i piani di trattamento più adatti per i pazienti con GIST KIT+ operabili.”

I tumori stromali gastrointestinali sono rare neoplasie, potenzialmente letali, del tratto gastrointestinale. La causa principale dei GIST è una forma anomala della proteina KIT,2 che fa si che le cellule si sviluppino in modo incontrollato e diventino cancerose. Dopo la resezione completa del GIST primario, i pazienti rischiano l’insorgenza di recidive.

Dettagli dello studio
Lo studio SSG XVIII è stato condotto dallo Scandinavian Sarcoma Group (SSG) e dal Sarcoma Group della Arbeitsgemeinschaft Internistische Onkologie (AIO). SSG XVIII è uno studio prospettico, multi-centrico e randomizzato, mirato a valutare gli effetti della terapia adiuvante con imatinib nel trattamento dei GIST KIT+ verificati istologicamente e caratterizzati da un rischio di recidive, nonostante la completa rimozione chirurgica di ogni tessuto macroscopico GIST, superiore al 50%.
L’endpoint primario dello studio era quello di raffrontare le percentuali di sopravvivenza libera da recidive tra i pazienti con GIST, con un rischio stimato di recidive entro i primi cinque anni dalla diagnosi superiore al 50%, che hanno assunto matinib per 12 mesi e quelli che l’hanno assunto per 36 mesi. Tra gli endpoint secondari c’erano la percentuale di sopravvivenza globale e la sicurezza del trattamento.

Lo studio ha coinvolto quattrocento pazienti e il follow-up mediano è stato effettuato a distanza di 54 mesi. La sopravvivenza libera da recidive è stata maggiore nel gruppo da 36 mesi che in quello da 12 (HR 0.46, 95% CI 0.32-0.65; p<0,0001; sopravvivenza libera da recidive a cinque anni di distanza: 66% vs. 48%). I pazienti trattati con imatinib per 36 mesi hanno raggiunto una maggiore sopravvivenza globale (HR 0.45, 95% CI 0.22-0.89; p=.019; sopravvivenza globale a cinque anni di distanza: 92% vs. 82%). Imatinib è stato generalmente ben tollerato. La percentuale di pazienti che hanno interrotto l’assunzione di imatinib durante il trattamento per ragioni che non siano state recidive GIST è stata del 26% nel gruppo da 36 mesi, del 13% nel gruppo da 12 mesi.