Oncologia-Ematologia

Dall'Italia nuovo regime BeEAM per linfomi recidivati

Quarantatre pazienti colpiti da linfoma con malattia in stadio avanzato o resistente alle terapie ordinarie, seguiti a Pesaro e nei centri Ematologici di Roma, Genova, Treviso, Ascoli Piceno, Napoli, Bari e Milano sono stati sottoposti a una nuova terapia ad alte dosi prima dell’autotrapianto di cellule staminali.

La sperimentazione, approvata dal Comitato Etico, dall’Aifa e dall’Ema ha dato risultati clinici e biologici molto rilevanti: oltre l’80% dei pazienti trattati ha ottenuto la remissione completa e l’ha mantenuta a oltre un anno dalla cura.

Gli autori hanno commentato «Il protocollo BEAM (BCNU, etoposide, citarabine e melphalan) è uno dei regimi di condizionamento più usati per il trapianto autologo nei pazienti con LNH e HD fin dalla sua introduzione», scrivono gli autori della ricerca, «ma presenta notevoli lacune in termini di sicurezza ed efficacia. La sostituzione del BCNU con la bendamustina ad alte dosi (200 mg/m2) da noi introdotta nello schema BeEAM appare associata con un profilo di tossicità estremamente favorevole, specie in una popolazione di studio pesantemente pretrattata, e con una alta efficacia, considerando anche che i pazienti non potevano ricevere alcuna terapia dopo l’autotrapianto».

La ricerca, guidata dal primario della struttura pesarese Giuseppe Visani, non solo è stata pubblicata su Blood, la rivista più importante al mondo di Ematologia, ma ha superato i confini della sperimentazione per diventare un protocollo a tutti gli effetti, già applicato in tre centri americani (Chicago e Wisconsin) e in Germania.
“Una rivoluzione nel panorama terapeutico che dovrà essere allargata ad una casistica più ampia ma che per ora rappresenta una tra le più importanti novità nel campo del trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche degli ultimi vent’anni” – spiega Visani.

Gli esperti hanno trattato 28 pazienti con linfoma non-Hodgkin e 15 con linfoma di Hodgkin aumentando la dose di bendamustina (160 mg/m2,180 mg/m2 e 200 mg/m2) somministrata al giorno −7 e −6 in combinazione con una dose fissa di etoposide, citarabina e melfalan (regime BeEAM ) come terapia di condizionamento al trapianto autologo di cellule staminali.

Nove pazienti hanno partecipato alle sperimentazioni di fase I e altri 34 a quelle di fase II.

Un totale di 43 pazienti affetti da LNH (n=28) o da linfoma di Hodgkin (n=15) hanno ricevuto un trapianto autologo di cellule staminali periferiche (n=41) o midollari (n=2), dopo condizionamento con il nuovo regime BeEAM.

Dopo la somministrazione del regime di condizionamento sono state reinfuse nei pazienti 6 × 106 CD34+ cellule/kg (range, 2,4-15,5). Tutti i pazienti hanno ottenuto l’attecchimento del trapianto con una media del numero di neutrofili > 0,5 × 109/L a 10 giorni. Il tasso di mortalità legata al trapianto nei primi 100 giorni pari allo 0%.

Con un follow-up mediano di 18 mesi, 33/43 (81%) dei pazienti sono in remissione completa, 6/43 sono recidivati e 2/43 non hanno risposto. La DFS e la OS sono risultate migliori per i pazienti con malattia chemosensibile rispetto a quelli con malattia chemoresistente e per i pazienti con LNH rispetto a quelli affetti da linfoma di Hodgkin. In 4/43 casi (9%) la remissione completa dopo BeEAM e autotrapianto è stata la prima ottenuta.

Giuseppe Visani, Lara Malerba, Pietro Maria Stefani et al. BeEAM (bendamustine, etoposide, cytarabine, melphalan) before autologous stem cell transplantation is safe and effective for resistant/relapsed lymphoma patients Blood September 22, 2011 vol. 118 no. 12 3419-3425
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