Dalla terapia della malattia alla terapia del paziente, novità sulla gestione dei tumori uro-andrologici

I casi di tumore al testicolo sono in aumento, anche nel nostro Paese (oltre 2mila ogni anno), con una mortalità in netto calo perché oltre 9 casi su 10 si curano, con un tasso di sopravvivenza a 1 anno pari al 98%. E' necessario, tuttavia, scoprirli in tempo e sottoporsi a un'accurata prevenzione. E' quanto si è discusso a Roma in occasione del congresso "Qualità della vita in urologia e andrologia - dalla terapia della malattia alla terapia del paziente" che si è tenuto Roma lo scorso 6 maggio e ha approfondito le principali novità in tema di tumori uro-andrologici.
Il congresso ha evidenziato anche l'importanza dell'approfondito counseling medico-paziente.

I casi di tumore al testicolo sono in aumento, anche nel nostro Paese (oltre 2mila ogni anno), con una mortalità in netto calo perché oltre 9 casi su 10 si curano, con un tasso di sopravvivenza a 1 anno pari al 98%. E’ necessario, tuttavia, scoprirli in tempo e sottoporsi a un’accurata  prevenzione. E’ quanto si è discusso a Roma in occasione del congresso “Qualità della vita in urologia e andrologia – dalla terapia della malattia alla terapia del paziente” che si è tenuto Roma lo scorso 6 maggio e ha approfondito le principali novità in tema di tumori uro-andrologici.
Il congresso ha evidenziato anche l’importanza dell’approfondito counseling medico-paziente.
Il congresso è stato promosso e organizzato dal prof. Francesco Sasso, specialista in Urologia e Andrologia presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma – Fondazione Gemelli, con il patrocinio della Società Italiana di Urologia (SIU).
«L’obiettivo del congresso-ha dichiarato il prof. Sasso ai microfoni di Pharmastar- era quello di ribaltare la posizione tra medico e paziente. La medicina fino ad oggi ha sempre pensato a curare la malattia, pensando meno a quello che è il paziente. Quindi, bisogna ridefinire la malattia considerando anche la qualità di vita del paziente e riportando il paziente al centro di tutto. Far si che il paziente sia preventivamente informato, non solo su quella che è la malattia e sulla terapia, ma anche su eventuali problemi secondari al trattamento stesso. Abbiamo anche fatto il punto della situazione su come viene percepita oggi la cura delle malattie in campo uro-andrologico. Non possiamo più pensare solo a curare la malattia, ma bisogna dare anche la possibilità di un’eventuale paternità»
“E’ evidente – ha affermato il prof Sasso – come le patologie urologica e andrologica abbiano un impatto sul benessere reale percepito dal paziente, il quale grazie alle nuove tecniche ha buone possibilità di sopravvivenza. La sua qualità di vita non è più “un” ma “l’obiettivo” che dobbiamo perseguire”.
Il cancro al testicolo è il tumore maschile in età giovanile più frequente, ma purtroppo spesso sottovalutato, anche perché non dà particolari sintomi. Colpisce principalmente fra i 25 e i 40 anni, in piena età riproduttiva, e rappresenta l’1% del totale delle neoplasie dell’uomo e quasi il 10% dei tumori urogenitali maschili. 

“L’uomo come la donna – ha raccomandato il prof. Sasso - deve farsi visitare almeno una volta l’anno e imparare le manovre di autopalpazione. Basta un minuto una volta al mese, dopo un bagno o una doccia caldi. In caso di dolore o di presenza di piccoli noduli duri al tatto il suggerimento è di consultare immediatamente un urologo”. 

Che dal cancro al testicolo si può guarire lo ha confermato Francesco Acerbi, giovane difensore del Sassuolo e della Nazionale, tra i candidati per i prossimi Europei, che in un videomessaggio realizzato appositamente in occasione del congresso parla della sua esperienza personale: “Il cancro al testicolo – ha assicurato Acerbi, 28 anni – è il tumore più comune tra i giovani maschi, anche in chi pratica sport ma se diagnosticato e curato in tempo,  può essere vinto. Tornando a una vita normale. Io, che di avversari me ne intendo, ce l’ho fatta. Ho vinto la partita più importante e sono tornato al gol. Questo male oggi fa meno paura ma la prevenzione  è  tutto. Ragazzi,  seguite il mio consiglio, fate attenzione fin dai 18 anni”.

Durante il congresso ampio spazio è stato dato, con due tavole rotonde, alla sessualità della coppia dopo un intervento alla prostata per un cancro e successivamente alla chirurgia ricostruttiva dopo un tumore genitale nell’uomo. 

 “Un tema caldo del congresso è stata la possibilità di una terapia conservativa dei tumori al testicolo-ha proseguito il prof. Sasso-soprattutto quando c’è una bilaterlità, sul testicolo che è andato incontro al tumore. Si è parlato anche dei deficit di erezione dopo tumore alla prostata. Con le terapie riabilitative si può recuperare solo un 50% dei pazienti, il resto si può recuperare con intervento implantologico protesico. La novità sta nel fatto che se sappiamo che il paziente deve andare incontro a questo secondo intervento si può pensare di impiantare una parte o tutta la protesi contestualmente all’intervento di asportazione della prostata”.


Temi del dibattito anche le problematiche sessuologiche secondarie ad una chirurgia ricostruttiva oncologica nella donna. E ancora: cosa fare per prevenire la disfunzione erettile (DE), evitando ad esempio di praticare alcuni sport a livello agonistico ma anche amatoriale, condizione quest’ultima che spesso comporta l’assunzione di anabolizzanti e sostanze dopanti senza alcun controllo medico.
“Ciclismo , equitazione, sforzo prolungato possono determinare prostatiti, deficit dell’erezione”-ha evidenziato il prof. Sasso, aggiungendo: “inoltre, chi pratica sport, col tempo,  può andare incontro a problematiche soprattutto se vengono utilizzate sostanze dopanti. Basta pensare al ragazzo che va nella palestra di periferia e si imbottisce di integratori per aumentare la massa muscolare senza che nessuno gli dica che diventerà infertile”.
“Altro tema interessante-ha aggiunto il prof. Sasso- è stato la sorveglianza attiva; nei tumori alla prostata localizzati in soggetti giovani si può pensare di fare una sorveglianza attiva, che non vuol dire non fare nulla ma è di per sé una terapia. Tenendolo sotto controllo magari quel tumore non evolverà mai in nulla di grave. 

Infine, si è parlato  di quali precauzioni adottare (consigli pratici, il tipo di dieta da seguire) per scongiurare l’insorgere di infezioni urinarie e/o l’aggravarsi di disturbi della minzione nei soggetti che passano tante ore del giorno alla guida”.