Due nuovi studi presentati in occasione del 27° Congresso annuale dell’Associazione europea di urologia (EAU) hanno evidenziato che degarelix, un inibitore dei recettori degli ormoni di rilascio delle gonadotropine, é simile alla combinazione di goserelina (un GnRH-agonista) e bicalutamide nel ridurre il volume prostatico in pazienti con carcinoma prostatico ormono-dipendente avanzato e offre un maggiore controllo dei sintomi del tratto urinario inferiore (LUTS).

Questi sintomi possono includere frequenza e urgenza di minzione, pollachiuria (aumentata frequenza di minzione) ed esitazione minzionale ed hanno un impatto negativo significativo sulla qualità della vita ,  dei pazienti con carcinoma prostatico.

Lo studio CS30 di fase IIIb ha valutato l’uso di degarelix come terapia ormonale neoadiuvante in pazienti con carcinoma prostatico a rischio da intermedio ad elevato. Una revisione, pubblicata recentemente, mostra che la terapia di deprivazione androgenica  (ADT) prima della radioterapia è in grado di migliorare la mortalità specifica per  malattia e la sopravvivenza complessiva rispetto alla radioterapia da sola nei pazienti con carcinoma prostatico localizzato o localmente avanzato a rischio elevato. 
I risultati dopo 12 settimane di trattamento dello studio CS30 hanno dimostrato la non inferiorità di degarelix rispetto alla terapia con goserelina e bicalutamide nel ridurre il volume prostatico (variazione media percentuale del volume prostatico: -36,0% per degarelix vs. -35,3% per goserelina e bicalutamide). Inoltre, degarelix ha dimostrato una maggiore capacità di alleviare i LUTS rispetto alla terapia con goserelina e bicalutamide. L’incidenza complessiva di eventi avversi (EA) è risultata simile nei due gruppi; gli EA più comuni erano legati alla  ADT.Errore. Il segnalibro non è definito.

Lo studio CS31 di fase IIIb ha valutato la capacità di degarelix di ridurre il volume prostatico in un’ampia gamma di pazienti con carcinoma prostatico. I risultati alla  12° settimana hanno nuovamente mostrato che la riduzione del volume prostatico ottenuta con degarelix era simile a quella raggiunta con la combinazione di goserelina e bicalutamide. Inoltre, degarelix ha avuto un effetto positivo significativamente maggiore sui LUTS nei pazienti sintomatici.

L’obiettivo dell’ADT è la rapida riduzione dei livelli di testosterone in modo sostenuto, al fine di rallentare la crescita delle cellule tumorali. L’impiego di GnRH-agonisti è associato ad un rilascio iniziale rapido di androgeni (picco iniziale), che ritarda la comparsa degli effetti dell’ADT e che può dare origine a complicanze.  Per evitare queste limitazioni, i GnRH-agonisti devono essere somministrati contemporaneamente ad un antiandrogeno all’inizio del trattamento.  Degarelix è un antagonista dei recettori del GnRH e, a differenza dei GnRH-agonisti, blocca rapidamente la produzione di testosterone, evitando il picco iniziale dell’ormone e, di conseguenza, limitando la necessità di una concomitante terapia con antiandrogeni. Nello studio registrativo, che ha dimostrato la non inferiorità di FIRMAGON rispetto a leuprorelina, degarelix ha ridotto molto rapidamente la concentrazione di testosterone ad un livello ottimale in oltre il 97% dei pazienti.

Mason M, et al. Degarelix as neoadjuvant hormone therapy in patients with prostate cancer: Results from a phase IIIb randomised, comparative trial versus goserelin plus bicalutamide. Abstract presented at the 27th EAU Congress, 2012

Axcrona K., et al. Androgen deprivation therapy for volume reduction, LUTS relief and quality of life improvement in men with prostate cancer: Degarelix versus goserelin plus bicalutamide. Abstract presented at the 27th EAU Congress, 2012.