L'anticorpo monoclonale denosumab (Prolia, Amgen) si è dimostrato più efficace dell'acido zoledronico (Zometa, Novartis) nel ritardare o prevenire la comparsa di fratture e complicanze scheletriche in pazienti con tumore alla prostata e metastasi ossee in uno studio di fase III presentato pochi giorni fa all'ultimo congresso dell'American Society of dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.
Giusto la scorsa settimana, Amgen ha ottenuto negli Stati Uniti il via libera dell'Fda per la prevenzione delle fratture nelle donne osteoporotiche in postmenopausa, ad alto rischio e un paio di giorni prima ha avuto l'ok dell'Ema per la stessa indicazione, oltre che per la terapia della perdita di massa ossea negli uomini affetti da tumore alla prostata sottoposti a terapia antiandrogenica.
Allo studio presentato all'ASCO, un trial multicentrico randomizzato e in doppio cieco, hanno preso parte 1.901 pazienti con cancro alla prostata ormono-refrattario e metastasi ossee, sottoposti a un'iniezione sottocute di denosumab 120 mg una volta al mese o un'infusione endovena di almeno 15 minuti di acido zoledronico 4 mg una volta al mese. L'endpoint primario dello studio era il tempo alla comparsa della primam complicanza scheletrica (definita come frattura, compressione spinale o necessità di ricorrere alla radioterapia o alla chirurgia per controllare il dolore o il danno osseo).

Nei soggetti trattati con denosumab, il tempo mediano alla comparsa della prima complicanza scheletrica è stato di 20,7 mesi contro 17,1 mesi nei pazienti trattati con acido zoledronico (HR 0,82, IC al 95% 0,71-0,95; P = 0,008), anche se l'anticorpo non si è rivelato superiore al farmaco di confronto sul fronte della sopravvivenza globale (HR 1,03, IC al 95% 0,91-1,17; P = 0,65) e del tempo alla progressione tumorale (HR 1,06, IC al 95% 0,95-1,18; P = 0,30). Anche il profilo di sicurezza e tollerabilità è risultato simile nei due gruppi di trattamento e in linea con quello già riportato in precedenza per questa popolazione di pazienti.
Il trial presentato a Chicago è l'ultimo dei tre studi pivotal che hanno esplorato le potenzialità di denosumab nel trattamento della metastasi ossee, coinvolgendo oltre 5.700 pazienti con tumori in fase avanzata. Questi tre lavori sono il cuore dell'ampio dossier registrativo presentato da Amgen alle autorità regolatoria Usa ed europea per avere l'approvazione del farmaco nel trattamento di tumori in stadio avanzato. L'azienda prevede inoltre di presentare nella seconda metà dell'anno i risultati di uno studio che ha valutato la capacità di denosumab di prevenire la diffusione della neoplasia alle ossa nei pazienti con tumore alla prostata in stadio iniziale.
K. Fizazi, et al. A randomized phase III trial of denosumab versus zoledronic acid in patients with bone metastases from castration-resistant prostate cancer. J Clin Oncol 28:7s, 2010 (suppl; abstr LBA4507).
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