Amgen ha annunciato oggi i risultati di uno studio di fase III sul farmaco denosumab in pazienti con carcinoma prostatico resistente alla castrazione. Nello studio, denominato studio ‘147, rispetto al placebo il farmaco ha migliorato la sopravvivenza libera da metastasi di 4,2 mesi (HR 0,85 IC 95% 0,73-0,98 p=0,03), un dato statisticamente significativo.

Lo studio, i cui dati completi verranno presentati nel corso di un prossimo congresso medico, ha valutato il farmaco rispetto al placebo nel migliorare la sopravvivenza libera da metastasi ossee in 1.432 pazienti con carcinoma prostatico resistente alla castrazione con rapida riduzione dei livelli di PSA e che non presentavano metastasi ossee al basale.

«Questo studio è il primo che dimostra la prevenzione delle formazione di metastasi ossee, la più devastante complicanza del tumore alla prostata - ha affermato il  Dr. Smith, professore alla Harvard Medical School e al Massachusetts General Hospital. "Questo farmaco ha dato una risposta a un bisogno terapeutico ancora irrisolto».
L'endpoint primario dello studio era il tempo alla formazione della prima metastasi ossea o la mortalità per tutte le cause, mentre l'endpoint secondario dello studio ha incluso il tempo alla formazione della prima metastasi ossea e la sopravvivenza globale.

Dallo studio è emerso che il farmaco ha migliorato il tempo alla formazione della prima metastasi ossea mentre la sopravvivenza globale è risultata simile tra i due gruppi in studio.

L'incidenza di eventi avversi gravi nel gruppo assegnato a denosumab è risultata paragonabile a quella del placebo. Ipocalcemia e osteonecrosi della mandibola sono risultate più frequenti nel gruppo assegnato a denosumab.

Denosumab è il primo e unico anticorpo monoclonale completamente umano diretto contro il ligando di RANK. Quest'ultimo è il principale mediatore del riassorbimento osseo ed è responsabile della differenziazione, attivazione e sopravvivenza degli osteoclasti, le cellule multinucleate che hanno la funzione di riassorbire l'osso.

Denosumab inibisce direttamente il ligando di RANK a livello dell'osso corticale e trabecolare determinando un rapido miglioramento della densità dell'osso.
Lo scorso mese di maggio la Commissione Europea ha approvato denosumab per la terapia delle donne con osteoporosi post menopausale e ad aumentato rischio di fratture e per la terapia della perdita di massa ossea in pazienti sottoposti a terapia antiandrogena a causa di tumore alla prostata. A novembre, dopo una valutazione con procedura accelerata, l'Fda ha approvato denosumab per il trattamento dei pazienti affetti da tumore e che presentano metastasi ossee al fine di ridurre gli eventi scheletrici ad esse correlati.