Vecchi farmaci utilizzati per nuove malattie: due antidepressivi si sono rivelati efficaci niente meno che contro la forma più infausta di tumore ai polmoni, il carcinoma a piccole cellule, per il quale oggi non esistono ancora farmaci veramente risolutivi.

Secondo quanto riferito sulla rivista Cancer Discover, in un primo studio su animali i due farmaci si sono rivelati efficaci anche contro le forme farmaco-resistenti del tumore ed è già iniziata una sperimentazione di fase II (ovviamente l'accelerazione nella sperimentazione clinica è consentita proprio dal fatto che i farmaci sono già in uso e approvati con altre indicazioni dall'FDA).

I farmaci in questione sono l'imipramina, che modula l'umore e l'attività di certi ormoni connessi a disturbi dell'umore; e la prometazina, un sedativo, antiemetico, e antipsicotico.

Lo studio clinico in corso è coordinato da Julien Sage, della Stanford University School of Medicine in California.

La scoperta di usi nuovi per vecchi farmaci ha un potenziale enorme perché permette di trovare nuove indicazioni terapeutiche e quindi nuove cure in poco tempo visto che il farmaco è già approvato per altri usi dall'organo regolatorio.

In genere questa ricerca si fa attraverso la bioinformatica, in pratica il computer confronta la struttura 3D del principio attivo del farmaco con quella di possibili bersagli terapeutici. Nel caso del tumore i bersagli potenziali sono spesso dei recettori che si trovano esposti sulla superficie della cellula tumorale. Se le strutture del farmaco e del recettore sono tra loro compatibili, e quindi il farmaco risulta attivo su quel recettore, lo si testa su animali.

E così è stato fatto per il tumore a piccole cellule del polmone, un sottotipo oggi ancora poco curabile. Per il verdetto finale, però, bisogna attendere almeno l'esito della sperimentazione di fase due attualmente in corso.