Il tumore del pancreas è una delle neoplasie più letali. Recenti stime dell’American Cancer Society, rivelano che nel 2014 più di 46mila persone hanno ricevuto la diagnosi di questa malattia e di queste, più di 39mila sono decedute a causa del tumore. Ora, una ricerca guidata da Timothy J. Yen del Fox Case Cancer a Filadelfia, rivela che uno dei motivi per cui questa forma di cancro è difficile da trattare e come le sue cellule hanno trovato il modo di aggirare la chemioterapia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell Cycle.

Secondo gli esperti, le cellule del tumore del pancreas sono in grado di dirottare il recettore della vitamina D, normalmente associato con la salute delle ossa, e lo riutilizzano per riparare i danni causati al DNA dalla chemioterapia.

La maggior parte dei pazienti con questo tipo di tumore vengono trattati con il chemioterapico gemcitabina che agisce impedendo alle cellule tumorali di replicare il loro DNA, bloccando la divisione cellulare e causando la morte delle cellule. Purtroppo molti pazienti non rispondono al farmaco perchè le cellule neoplastiche trovano il modo di aggirare il trattamento.

Per determinare come le cellule del tumore del pancreas eludono la terapia e per verificare gli effetti della gemcitabina, il Dr Yen e i suoi colleghi hanno rimosso tutti i 24mila geni, uno per uno, dalle cellule tumorali pancreatiche esposte al farmaco e hanno trovato il punto debole che potrebbe rendere queste cellule più sensibili al trattamento.

Il punto debole è stato identificato in un recettore della vitamina D. “Quando abbiamo inattivato il recettore della vitamina D e aggiunto la gemcitabina, quasi tutte le cellule sono morte. E’ questo il meccanismo chiave per restituire efficacia al farmaco chemioterapico contro il cancro del pancreas. Trovare un farmaco che inibisce il recettore della vitamina D potrà permettere alla gemcitabina di uccidere selettivamente le cellule del cancro del pancreas lasciando illese le cellule sane. I pazienti avranno solo bisogno di bere molto latte o di assumere integratori di calcio perchè le loro ossa rimangano in buona salute”, ha aggiunto Yen.
Sebbene il ruolo del recettore della vitamina D nel cancro del pancreas non sia ancora del tutto chiaro, è evidente che le cellule tumorali pancreatiche ne abbiano bisogno per assicurarsi la sopravvivenza”. Abbiamo il sospetto che le cellule del cancro del pancreas dirottino il recettore della vitamina D e lo riassegnino a eseguire altre funzioni cellulari come per esempio, riparare i danni al DNA causati dalla chemioterapia, in modo che le cellule tumorali possano continuare a dividersi e diffondersi”, ha aggiunto il ricercatore.

A differenza delle cellule tumorali pancreatiche, le cellule normali non hanno bisogno del recettore della vitamina D per la loro sopravvivenza e questa è una buona notizia perchè i trattamenti futuri potranno inibire il recettore della vitamina D senza troppi effetti collaterali, a condizione che i pazienti utilizzino integratori per la salute delle loro ossa.

“Con la soppressione del recettore della vitamina D, si può inattivare quel processo di riparazione del DNA che consente alle cellule tumorali pancreatiche trattate con i farmaci chemioterapici di sopravvivere. I risultati della nostra sperimentazione dimostrano che l’inattivazione del recettore della vitamina D causa la morte delle cellule tumorali fin dall’inizio del trattamento. Il Pancreatic Cancer Action Network ha lanciato un’iniziativa per aumentare la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore del pancreas entro il 2020. Questa scoperta è un passo nella giusta direzione”, ha concluso Yen.