Oncologia ed Ematologia

Emofilia A, al via il progetto SAFER per una formazione personalizzata sull'impiego di emicizumab anche in situazioni di emergenza

Ascoltare i pazienti e i professionisti sanitari e rispondere alle loro esigenze, sono questi i principali obiettivi del progetto SAFER - Supporto, Aggiornamento e Formazione per gestire Emicizumab in sicuRezza. Ci siamo fatti spiegare in cosa consiste il progetto da due esperti, la professoressa Flora Peyvandi e il professor Armando Tripodi.

Ascoltare i pazienti e i professionisti sanitari e rispondere alle loro esigenze, sono questi i principali obiettivi del progetto SAFER - Supporto, Aggiornamento e Formazione per gestire Emicizumab in sicuRezza.

Emicizumab è un anticorpo bispecifico utilizzato nel trattamento dei pazienti con emofilia A grave con e senza inibitori. Il suo meccanismo di azione è innovativo in quanto si tratta di una molecola che non presenta alcuna correlazione strutturale né omologia sequenziale con il fattore VIII e pertanto non induce lo sviluppo di inibitori del FVIII. Il farmaco si è dimostrato efficace nel ridurre la frequenza emorragica tuttavia, rimane possibile che i pazienti presentino episodi emorragici secondari a trauma, o più raramente spontanei, che necessitino di tempestiva e opportuna gestione.

E’ in questo contesto che nasce SAFER, una piattaforma online realizzata da Argon Healthcare con il supporto incondizionato di Roche e con il contributo scientifico di un team multidisciplinare di esperti del settore. SAFER si rivolge a tutti i professionisti sanitari operanti in contesti di emergenza/urgenza ai quali offre una vasta gamma di strumenti personalizzati per ciascun target, scaricabili o consultabili, come poster, infografiche, brochure, video, presentazioni, articoli dalla letteratura, principali aggiornamenti dai congressi, webinar registrati consultabili in qualsiasi momento, accesso alle riviste di settore e tanto altro.

Per visualizzare il portale SAFER clicca qui

SAFER nasce proprio per rispondere all’esigenza di informare e formare il personale sanitario per garantire gestione sempre più sicura dei pazienti in trattamento con emicizumab, come ci spiega la professoressa Flora Peyvandi, direttore del Centro Emofilia e Trombosi Angelo Bianchi Bonomi e primario della Unità Operativa Complessa (U.O.C.) di Medicina Generale – Emostasi e Trombosi presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano: “Sono molto contenta del progetto SAFER e ricordo bene quando, alle riunioni europee, abbiamo cominciato a parlare di strategie riguardo l’educazione del paziente, del clinico e del laboratorista. Discutendone, alla fine il progetto è stato avviato e sta dando i suoi frutti: è una piattaforma che permette un’educazione molto aperta per tutte le categorie: clinici di pronto soccorso ma anche per quelli dei centri di emostasi e trombosi così come per i laboratoristi dei laboratori di emostasi e di pronto soccorso. C’è ancora molto da fare, ma è un ottimo punto di partenza”.



In virtù del diverso meccanismo di azione, rispetto alle altre terapie sostitutive, emicizumab presenta un diverso paradigma di gestione soprattutto a livello laboratoristico, come spiega il professor Armando Tripodi, Presidente della Società Italiana per lo Studio dell'Emostasi e della Trombosi (SISET) e responsabile del Laboratorio del Centro Emofila e Trombosi Angelo Bianchi Bonomi, presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore di Milano: “Questo farmaco, oltre ad essere innovativo, modifica anche l’aspetto di laboratorio nell’assistenza al paziente con emofilia, pertanto, tutto ciò che sapevamo precedentemente sui test è soggetto ora a qualche cambiamento. Il progetto SAFER è nato con l’intento di cercare di far arrivare queste informazioni il più lontano possibile coinvolgendo tutti gli operatori del laboratorio, anche quello più generalista. Il progetto è stato un successo per i vantaggi dati agli operatori che hanno usufruito di SAFER, è stata una grossa innovazione e nel futuro bisognerebbe cercare non tanto di implementarlo ma di farlo arrivare il più lontano possibile, a coloro i quali non sanno ancora di questa opportunità”.



Le persone con emofilia, come tutti, possono trovarsi in situazioni di emergenza/urgenza e con l’avvento di un nuovo trattamento, come nel caso di emicizumab, possono sorgere dubbi e preoccupazioni, ribadisce Cristina Cassone, presidente della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo): “Quando arriva qualcosa di nuovo la prima cosa che interessa è la sua sicurezza, capire come funziona, se c’è il rischio di insorgenza di inibitori. Con emicizumab cambia il paradigma: è iniettato sottocute, è un fattore non sostitutivo. SAFER è uno strumento utile e importante perché informa i medici del pronto soccorso e tutto il personale: noi pazienti o genitori di emofilici ci sentiamo più sicuri e sereni in quanto il personale del pronto soccorso è continuamente sostituito e avere una piattaforma di riferimento dove il personale può accedere e reperire tutte le informazioni utili ci fa sentire sicuramente più tranquilli”.