Emofilia A: emicizumab efficace anche nei pazienti senza inibitori. Studio sul NEJM

Sono appena stati pubblicati sul New England Journal of Medicine i dati registrativi tratti dallo studio di fase III HAVEN 3, che ha valutato la profilassi con emicizumab somministrato ogni settimana o ogni due settimane a 152 adulti e adolescenti di etą uguale o superiore a 12 anni con emofilia A senza inibitori del fattore VIII.

E’ la definitiva consacrazione per questo farmaco che si propone come nuova strategia di trattamento per l’emofilia A: nuovo e innovativo meccanismo di azione, somministrazione per via sottocutanea, lunga emivita e somministrazione mono settimanale o anche meno frequente, a seconda delle necessità.

Sono appena stati pubblicati sul New England Journal of Medicine i dati registrativi tratti dallo studio di fase III HAVEN 3, che ha valutato la profilassi con emicizumab somministrato ogni settimana o ogni due settimane a 152 adulti e adolescenti di età uguale o superiore a 12 anni con emofilia A senza inibitori del fattore VIII.

Emicizumab è un anticorpo monoclonale bispecifico ideato per unire i fattori IXa e X, che sono le proteine necessarie per attivare la naturale cascata della coagulazione e ripristinare il processo di coagulazione del sangue. Il farmaco svolge il ruolo del fattore VIII, senza però esserlo. Quindi è completamente diverso dalle terapie sostitutive attualmente disponibili.

"La pubblicazione dei risultati su emicizumab sul New England Journal of Medicine rappresenta un importante passo avanti della ricerca clinica nell’emofilia A - ha affermato il Prof. Giancarlo Castaman, direttore del Centro Malattie Emorragiche e della Coagulazione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze.  - Emicizumab ha determinato una riduzione significativa e clinicamente rilevante dei sanguinamenti nei pazienti con emofilia A senza inibitori del fattore VIII, non solo con una somministrazione sottocutanea settimanale ma anche ogni 15 giorni.”

Dai dati ottenuti nello studio HAVEN 3 è emerso che la profilassi con emicizumab, somministrato per via sottocutanea ogni settimana o ogni due settimane, ha ridotto significativamente i sanguinamenti trattati rispettivamente del 96% (rapporto dei tassi di incidenza [RR] = 0,04; p < 0,0001) e del 97% (RR = 0,03; p < 0,0001) rispetto a nessuna profilassi.

I risultati hanno inoltre evidenziato che il 55,6% (intervallo di confidenza [IC] al 95%: 38,1; 72,1) delle persone trattate con emicizumab ogni settimana e il 60% (IC al 95%: 42,1; 76,1) delle persone trattate con emicizumab ogni due settimane hanno manifestato zero sanguinamenti, contro lo 0% (IC al 95%: 0,0; 18,5) delle persone non sottoposte ad alcuna profilassi.

Osservando nell’ambito di uno studio prospettico non interventistico pazienti precedentemente sottoposti a profilassi con fattore VIII, successivamente passati alla profilassi con emicizumab nello studio HAVEN 3, si è dimostrata tramite un confronto intrapaziente una riduzione statisticamente significativa dei sanguinamenti trattati pari al 68% (RR = 0,32; p < 0,0001). Questo dato  rende emicizumab il primo farmaco ad aver evidenziato un’efficacia superiore alla precedente profilassi con fattore VIII, attuale terapia standard.

Nello studio HAVEN 3 non sono stati osservati eventi avversi (AE) imprevisti o gravi correlati a emicizumab e gli AE più comuni erano in linea con gli studi precedenti. Gli AE più comuni che si sono verificati in almeno il 5% dei pazienti sono stati reazioni in corrispondenza della sede di iniezione, dolore articolare (artralgia), sintomi di raffreddore (rinofaringite), mal di testa, infezione delle alte vie respiratorie e influenza.

Nei primi mesi di quest’anno, la Food and Drug Administration (Fda) statunitense ha accordato a emicizumab la Breakthrough Therapy Designation (designazione di terapia innovativa) e la Priority Review (revisione prioritaria) nei  pazienti con emofilia A senza inibitori del fattore VIII,  sulla base dei dati tratti dallo studio HAVEN 3.

Si prevede che la Fda prenderà una decisione in merito all’approvazione entro il 4 ottobre 2018. Inoltre, la variazione della domanda di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) di emicizumab, avanzata dall’azienda per il trattamento dell’emofilia A senza inibitori del fattore VIII, è attualmente oggetto d’esame da parte dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema), così come sono in corso le presentazioni ad altre autorità regolatorie in tutto il mondo.