La biotech americana Biogen Idec e il partner svedese Sobi, hanno annunciato i risultati preliminari dello studio di fase III Kids A-LONG che ha valutato efficacia e sicurezza di Eloctate, fattore VIII ricombinante (rFVIIIFc) a lunga durata d’azione, somministrato attraverso due infusioni settimanali in pazienti pediatrici con emofilia A.

Kids A-LONG è il primo studio che ha valutato un trattamento per l’emofilia a lunga durata d’azione in bambini al di sotto dei 12 anni. Il trial rappresenta uno step determinante per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco in Europa. In Usa, dove Biogen ha già presentato la domanda di registrazione, i trial pediatrici non sono indispensabili.

rFVIIIFc è una versione ricombinante del fattore VIII della coagulazione, una proteina di fusione monomerica formata da una singola molecola di fattore VIII legata covalentemente al dominio Fc dell’immunoglobulina umana IgG1, disegnata in modo da restare nel torrente ematico più a lungo rispetto ai fattori della coagulazione sostitutivi attualmente disponibili.

Se approvato, rispetto alla attuale terapia standard, il farmaco permetterà alle persone affette da emofilia A severa di ricevere meno iniezioni per la prevenzione e il trattamento degli episodi di sanguinamento.

Nello studio, il farmaco è stato generalmente ben tollerato e non è risultato associato alla formazione di inibitori, cioè anticorpi neutralizzanti diretti contro il medicinale. Inoltre, nei bambini trattati con il farmaco, il fattore della coagulazione somministrato con un dosaggio profilattico due volte a settimana ha mantenuto un tasso ridotto di sanguinamenti.

Kids A-LONG è un trial di fase III, multicentrico, in aperto, che ha arruolato 71 bambini al di sotto dei 12 anni d’età con emofilia A severa, con almeno 50 giorni di terapia precedente con fattore VIII. Lo studio è stato condotto in 23 centri per la cura dell’emofilia in 8 Paesi. In totale, 67 partecipanti hanno completato lo studio (33 con età inferiore ai 6 anni e 34 con un’età compresa tra 6 e 11 anni). La durata media dello studio era pari a 25 settimane e 61 partecipanti hanno ricevuto il farmaco per almeno 50 giorni separati per valutare l’eventuale formazione di inibitori.

Tutti i partecipanti sono stati trattati due volte a settimana con una infusione di rFVIIIFc  (25 IU/kg al giorno 1, 50 IU/kg al giorno 4). Circa il 90% dei partecipanti ha continuato  la terapia con la somministrazione bisettimanale del farmaco.

rFVIIIFc è stato generalmente ben tollerato e non è risultato associato alla formazione di inibitori o a particolari reazioni allergiche. Due partecipanti hanno riportato rash e mialgia non gravi e nessun paziente ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi.

Nello studio, il tasso annuale di sanguinamenti era pari a 2,0 e il 93% degli episodi di sanguinamento era controllabile con una o due dosi del farmaco.

Biogen e Sobi hanno già depositato la richiesta di approvazione del nuovo fattore VIII a lunga durata d’azione negli Stati Uniti e in altri Paesi come Australia, Canada e Giappone. In Usa, la domanda di registrazione del farmaco è stata presentata lo scorso mese di maggio ma a novembre l’agenzia americana ha chiesto informazioni aggiuntive circa il processo produttivo del farmaco e la decisione definitiva dell’Fda è attesa per la seconda metà di quest’anno. Attualmente, Biogen sembra l’azienda più avanti e ritiene di poter ottenere l’approvazione Usa entro la fine dell’anno. Quella europea è invece attesa per il prossimo anno.

Bayer, con il farmaco BAY94-9027, una versione pegilata del fattore VIII, è leggermente indietro rispetto a Biogen. Lo scorso mese di febbraio, l’azienda tedesca ha reso noti i dati di uno studio di fase III denominato PROTECT VIII che prevedeva una somministrazione settimanale o bisettimanale. I dati di fase III del farmaco di Novo, che ha il nome in codice N8-GP, saranno disponibili tra circa un anno.

Rispetto a questo plotone di testa, sembrano in leggero ritardo due aziende attualmente leader, Baxter e Pfizer che a loro volta stanno sviluppando le formulazioni long acting.

Nel 2016, il mercato mondiale per questi farmaci dovrebbe valere circa 11, 4 miliardi di dollari. Per quella data, bisognerà vedere quali saranno le aziende in grado di proporre i farmaci con miglior profilo di efficacia e di farmacinetica, in modo d assicurare la miglior aderenza alla terapia.

L'emofilia A è la forma più comune di emofilia ed è caratterizzata da emorragie spontanee o prolungate determinate da deficit del fattore VIII della coagulazione. La prevalenza è stimata in circa 1:6.000 maschi. L'emofilia colpisce prevalentemente i maschi, anche se è stata descritta una forma sintomatica di emofilia A nelle femmine portatrici, che comporta un quadro clinico di solito più lieve. In genere, l'esordio delle emorragie si verifica quando i neonati affetti iniziano a camminare. La gravità dei segni clinici dipende dall'entità del deficit del fattore VIII.