Emofilia A, Shire č pronta per iniziare gli studi clinici sulla sua terapia genica

Sono sempre di pių le aziende impegnate nello sviluppo di terapie geniche nel campo dell'emofilia. Tra queste, Shire, che ha di recente annunciato la sottomissione all'Fda della richiesta di Investigational New Drug (Ind) per SHP654, nota anche come BAX 888, una terapia genica per la cura dell'emofilia A.

Sono sempre di più le aziende impegnate nello sviluppo di terapie geniche nel campo dell’emofilia. Tra queste, Shire, che ha di recente annunciato la sottomissione all’Fda della richiesta di Investigational New Drug (Ind) per SHP654, nota anche come BAX 888, una terapia genica per la cura dell’emofilia A.

Una Ind è una richiesta per l’autorizzazione a somministrare un farmaco sperimentale agli esseri umani. Una volta ottenuto il via libera, l’azienda avvierà uno studio di fase I/II per valutare la sicurezza e le dose di terapia più sicura ed efficace, con l’obiettivo finale di portare la terapia genica ai pazienti che soffrono di questa patologia debilitante del sangue.

La domanda alla Fda si basa sui risultati di studi pre-clinici che dimostrano l’utilità potenziale di questa terapia. I dati sono stati presentati al Congresso dell’ISTH (International Society on Thrombosis and Haemostasis) di Berlino. Se riceverà il via libera dall’autorità regolatoria americana, l’azienda prevede di iniziare uno studio di fase I/II entro la fine di quest’anno.

Il disegno dello studio è già stato pianificato e valuterà dosi scalari della terapia genica in pazienti dai 18 ai 75 anni con emofilia A severa, che attualmente sono in trattamento con fattore VIII, o come profilassi o a “a domanda”.

L’obiettivo principale dello studio sarà valutare la sicurezza di una singola infusione endovenosa di SHP654: coorte 1: 2xE12 cp/kg, coorte 2: 8xE12 cp/kg e una potenziale coorte 3 con una dose ancora da definire. Gli obiettivi secondari dello studio includeranno i livelli plasmativi di fattore VIIII pre e post infusione, la relazione tra l’attività del fattore VIII e la dose della terapia genica, la riduzione dei sanguinamenti e la risposta umorale e cellulare al fattore VIII e al vettore virale.

Come funziona la terapia genica SHP654
SHP654 mira a proteggere i pazienti con emofilia A dai sanguinamenti, attraverso un trattamento che a lungo termine garantisce un livello costante di fattore VIII.  In particolare, la terapia genica utilizza un vettore virale, un virus adeno-associato ricombinante di sierotipo 8 (rAAV8), per veicolare il gene che codifica per il fattore VIII al fegato. Il gene F8 presente nel vettore è stato ottimizzato in modo da avere un’espressione del fattore VIII aumentata di più di 70 volte rispetto alla sequenza originale del gene. Il vettore virale viene internalizzato negli epatociti, migra nel nucleo e rilascia la sequenza genetica che codifica per il fattore VIII, il quale viene trascritto e tradotto in modo da consentire un’autoproduzione della proteina.

La terapia genica viene prodotta attraverso una piattaforma di tecnologia acquisita da Chatham Therapeutics, uno spin out di Asklepios Biopharmaceutical.

I dati degli studi preclinici hanno mostrato espressione sostenuta e stabile del fattore VIII nei modelli murini e un eccellente profilo di sicurezza.