Emofilia B, fase III positiva per eftrenonacog alfa in pazienti pediatrici pretrattati

Oncologia-Ematologia

Si aprono nuove possibilitą terapeutiche per i pazienti pediatrici con emofilia B. Sono stati infatti pubblicati su The Lancet Haematology i risultati dello studio di fase III Kids B-LONG condotto per valutare l'efficacia e la sicurezza di eftrenonacog alfa, una proteina di fusione ricombinante costituita dal fattore IX della coagulazione connesso al dominio Fc dell'IgG1 umana, in pazienti pediatrici pretrattati con emofilia B severa.

Si aprono nuove possibilità terapeutiche per i pazienti pediatrici con emofilia B. Sono stati infatti pubblicati su The Lancet Haematology i risultati dello studio di fase III Kids B-LONG condotto per valutare l’efficacia e la sicurezza di eftrenonacog alfa, una proteina di fusione ricombinante costituita dal fattore IX della coagulazione connesso al dominio Fc dell’IgG1 umana, in pazienti pediatrici pretrattati con emofilia B severa.

I pazienti affetti da emofilia B presentano una carenza del fattore IX, una proteina necessaria per la normale coagulazione del sangue. Di conseguenza, sono facilmente soggetti a sanguinamento. Eftrenonacog alfa agisce nell'organismo allo stesso modo del fattore umano IX. Sostituisce il fattore IX mancante, favorendo la coagulazione del sangue e permettendo un controllo temporaneo del sanguinamento.

Il trial di fase III Kids B-LONG ha arruolato 30 pazienti di età inferiore ai 12 anni, con emofilia B severa, con fattore IX attivo < 2 IU per dl, precedentemente trattati con altre terapia a base di fattore IX. Lo studio è stato condotto in 16 centri in Australia, Hong Kong, Irlanda, Paesi Bassi, Sud Africa, Regno Unito e Stati Uniti.

Lo studio aveva come outcome principale lo sviluppo di inibitori, ovvero anticorpi rivolti contro il fattore della coagulazione somministrato.  Nessun paziente arruolato nello studio, trattato con eftrenonacog alfa, ha sviluppato inibitori, il trattamento è stato generalmente ben tollerato e ha portato a una riduzione del tasso di sanguinamenti. Inoltre, durante lo studio, la maggior parte dei partecipanti è rimasto in trattamento con una sola dose a settimana del farmaco.

Il farmaco è stato generalmente ben tollerato e gli eventi avversi osservati erano tipici della popolazione pediatrica con emofilia B. Gli eventi avversi più comuni durante lo studio erano raffreddore comune (n=7, 23%) e cadute (n=6, 20%).  Quattro partecipanti hanno presentato eventi avversi severi durante lo studio, tutti non associati al trattamento. Non sono stati osservati casi di anafilassi o reazioni severe di ipersensibilità, così come nessun evento trombotico o decesso.
I pazienti trattati con il farmaco in modo profilattico avevano un ABR (tasso annuale di sanguinamento) medio pari a 2.0 e non hanno presentato sanguinamenti spontanei a livello articolare. Di tutti i pazienti arruolati, il 33% non ha presentato episodi di sanguinamento e il 63% non ha presentato sanguinamenti articolari.

In generale, il 92% degli episodi di sanguinamento era controllato con una o due iniezioni del farmaco. Dopo lo switch a eftrenonacog alfa, l’80% dei pazienti ha esteso l’intervallo tra una dose e l’altra rispetto al trattamento precedente e quasi tutti i pazienti sono rimasti in terapia con una dose a settimana del farmaco.
Il farmaco è stato sviluppato da Sobi, in collaborazione con la società biotecnologica Bioverativ, nata come spin-off del business di Biogen dedicato all’emofilia.

Eftrenonacog alfa è  una proteina di fusione ricombinante ad emivita prolungata costituita dal fattore IX della coagulazione connesso al dominio Fc dell’IgG1 umana studiata per il trattamento dell’emofilia B. Questa tecnica consente al farmaco di utilizzare una via naturalmente presente nell’organismo per prolungare il tempo di permanenza della terapia nel corpo. Benché la fusione con la porzione Fc sia una tecnica in uso da oltre 15 anni, le due aziende hanno ottimizzato la tecnologia e sono le prime a usarla per il trattamento dell’emofilia.