I pazienti con epatite C cronica che prendono le statine hanno meno probabilità di sviluppare un epatocarcinoma (HCC). A suggerirlo è uno studio di popolazione opera di ricercatori di Taiwan, appena pubblicato online sul Journal of Clinical Oncology.


Chiaramente, vista la sua natura osservazionale, lo studio non dimostra che assumere le statine protegge dal cancro al fegato e secondo due opinion leader del settore non coinvolti nello studio - Hashem El-Serag (epatologo del Baylor College of Medicine) e Michael E. DeBakey (del VA Medical Center di Houston) - non è sufficiente per consigliare questi ipocolesterolemizzanti esclusivamente per la prevenzione di questo tumore.


I due esperti fanno notare che studi precedenti sono giunti a conclusioni ambigue e contraddittorie sul tema della capacità di prevenzione dei tumori delle statine. “Gli studi osservazionali suggeriscono una riduzione modesta, ma significativa, del rischio di cancro al fegato nei pazienti con un’epatopatia cronica che assumono statine" ha detto El-Serag in un’intervista, sottolineando che questi studi, in quanto non randomizzati, non possono dimostrare una relazione di causa-effetto.


Per saperne di più, un team di ricercatori guidato da Pau-Chung Chen, del National Taiwan University College of Public Health di Taipei, ha eseguito uno studio su una coorte di 260.864 pazienti con infezione da HCV inseriti nel Taiwan National Health Insurance Research Database a partire dall’1 gennaio 1999 e seguiti fino al 31 dicembre 2010. In questa coorte, il team taiwanese ha valutato l’associazione tra consumo di statine e rischio di HCC con il modello dei rischi proporzionali di Cox.


In quel lasso di tempo, a circa il 13% dei pazienti sono state prescritte statine. Inoltre, ci sono stati 27.883 casi di HCC, circa l’1% all’anno. I casi sono stati 1378 tra i 35.023 pazienti che prendevano le statine e 26.505 nei 225.841 tra coloro che non le prendevano. 


Dopo aver aggiustato i dati in base a età del paziente, sesso e comorbilità, i ricercatori hanno trovato una riduzione del rischio di HCC che andava dal 44% al 67% (a seconda della dose complessiva giornaliera) tra i pazienti in trattamento con statine rispetto a quelli che non le assumevano. Inoltre, si è osservata una relazione dose-risposta tra consumo di statine e rischio di HCC e una riduzione maggiore del rischio all’aumentare della durata della terapia.


Non è emerso alcun legame, invece, tra uso di statine ed eventi avversi gravi. "Ci sentiamo rassicurati circa il fatto che le statine non provochino danni nei pazienti con malattia epatica" ha detto Chen in un’intervista all’agenzia Reuters, riferendosi al fatto che molti colleghi, fino a poco tempo fa, erano riluttanti a prescrivere questi ipocolesterolemizzanti ai pazienti con malattie epatiche, temendo che potessero causare danni e complicanze al fegato. El-Serag ha convenuto sul fatto che il nuovo studio dovrebbe fugare tali preoccupazioni. Lo stesso pensiero è espresso da Abby B. Siegel, della Columbia University di New York, nel suo editoriale di commento. 


Nella discussione, i ricercatori sottolineano che sono ora necessari studi randomizzati per poter dimostrare una relazione causa-effetto tra consumo di statine e riduzione del rischio di HCC e ulteriori ricerche per delucidare il meccanismo alla base del possibile effetto protettivo degli ipolipelemizzanti, ma ipotizzano che questi farmaci possano impedire al virus dell'epatite C di replicarsi oppure rallentare la crescita delle cellule tumorali.


Un limite dello studio, fanno notare, è il non aver potuto misurare altri fattori legati alla salute o allo stile di vita (tra cui il peso, il fumo e il consumo di alcol) che possono influenzare il rischio di cancro al fegato.


“È troppo presto per raccomandare un uso off-label delle statine per la prevenzione dell’HCC, ma, disponendo di ulteriori datim dovremmo essere meglio equipaggiati per valutare se le statine riducano davvero il rischio di HCC” scrive la Siegel nel suo commento. “In ultima analisi, poter distinguere le caratteristiche specifiche dell’ospite e comportamentali sulle quali si potrebbe indirizzare la prevenzione dovrebbe consentire un approccio più personalizzato per ridurre il rischio di HCC nel futuro” conclude l’editorialista.


Yu-Tse Tsan, et al. Statins and the Risk of Hepatocellular Carcinoma in Patients With Hepatitis C Virus Infection. J Clin Oncol. 2013; doi: 10.1200/JCO.2012.44.6831.
http://jco.ascopubs.org/content/early/2013/03/18/JCO.2012.44.6831


Alessandra Terzaghi