Una terapia di mantenimento con il biologico anti-EGFR erlotinib (Tarceva, Roche e OSI) subito dopo una chemioterapia di prima linea a base di platino è ben tollerata e migliora gli outcome nel carcinoma del polmone non a piccole cellule (Nsclc), allungando in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. Questa opzione andrebbe dunque considerata nei pazienti che non sono in progressione dopo la chemioterapia di prima linea.

A sostenerlo è lo studio SATURN, un trial di fase III pubblicato anticipatamente online su Lancet Oncology, a forma dell'italiano Federico Cappuzzo, dell'Ospedale Civile di Livorno, e collaboratori.

Circa l'85% dei tumori al polmone sono Nscls, che in circa la metà dei casi sono diagnosticati già in fase avanzata e trattati solo con la chemioterapia. Tuttavia, gli attuali regimi di chemioterapia di prima linea offrono un beneficio piuttosto modesto in termini di sopravvivenza - 8-10 mesi - e la maggior parte dei pazienti con Nscls vanno in progressione dopo soli 2-3 mesi dalla fine dell'ultimo ciclo di chemioterapia.

Nel tempo, si sono accumulate evidenze che una terapia di mantenimento subito dopo i trattamenti di prima linea può ritardare la progressione e migliorare la sopravvivenza. Lo studio SATURN offre una solida conferma in questo senso.

Il trial ha coinvolto 889 pazienti con Nsclc avanzata trattati con quattro cicli di chemioterapia standard a base di platino, seguiti da una terapia con erlotinib 150 mg once daily o placebo nei casi un cui il tumore non fosse progredito.

I risultati hanno dimostrato che l'anticorpo ha migliorato in modo significativo rispetto al placebo la sopravvivenza globale (12 mesi contro 11) e il vantaggio osservato è stato ugualmente buono a prescindere dalla sovrespressione o meno dell'EGFR, bersaglio del farmaco. Rispetto al placebo, l' hazard ratio di sopravvivenza è stato infatti di 0,77 sia nei pazienti EGFR-positivi sia in quelli EGFR-negativi (P = 0,0063 e P = 0,0243, risepttivamente).
Erlotinib ha anche migliorato la sopravvivenza libera da progressione (12,3 settimane contro 11,1; P < 0,0001). Inoltre, quest'ultima è stata significativamente superiore nei pazienti con mutazioni dell'EGFR trattati con l'anticorpo rispetto ai controlli, con una riduzione del 90% del rischio di progressione. Un risultato che i due autori dell'editoriale di commento, Thomas E. Stinchcombe, della University of North Carolina e Suresh S. Ramalingam, MD, della Emory University di Atlanta, hanno definito "senza precedenti".

Il trattamento col biologico è stato in genere ben tollerato, con effetti collaterali lievi o moderati, quali rash cutaneo e diarrea, e non sono state riportate differenze tra i due gruppi per quanto riguarda la qualità di vita, anche se gli eventi avversi seri sono stati più frequenti nel gruppo erlotinib rispetto ai controlli (11% contro 8%).
Questi risultati, si legge nel lavoro, suggeriscono che dando un trattamento di mantenimento subito dopo la chemioterapia di prima linea, più pazienti, che altrimenti non potrebbero essere trattati ulteriormente a causa della rapida progressione della malattia e dell'aggravarsi dei sintomi, hanno l'opportunità di beneficiare di un trattamento efficace.

Gli autori si riferiscono a quel 30-50% di soggetti che non arrivano mai alla seconda linea a causa della rapida progressione, del declino del performance status e di altri fattori che non li rendono candidabili a ulteriori trattamenti dopo la prima linea.
Proprio grazie ai risultati dello studio SATURN, lo scorso aprile 'Fda ha esteso le indicazioni di erlotinib alla terapia di mantenimento nei pazienti con Nsclc localmente avanzato o metastatico, ma stabile dopo una chemioterapia iniziale a base di platino. Nello stesso mese, anche l'Ema ha dato il via libera per la stessa indicazione-
Secondo i due editorialisti, tuttavia, l'utilizzo di erlotinib in questo setting sarà probabilmente limitato ai pazienti con una mutazione nota dell'EGFR che porti a una sovraespressione del recettore e solo quando in prima linea si sia utilizzata la chemioterapia.

Cappuzzo F, et al. Erlotinib as maintenance treatment in advanced non-small-cell lung cancer: a multicentre, randomised, placebo-controlled phase 3 study. Lancet Oncol 2010; DOI: 10.1016/S1470-2045(10)70112-1
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