In pazienti fumatori, un breve ciclo di erlotinib prima dell’intervento di resezione per un carcinoma a cellule squamose della testa e del collo ha prodotto risposte positive nei primi soggetti valutati in un piccolo studio pilota, tuttora in corso, appena presentato al Multidisciplinary Head and Neck Cancer Symposium (MHNCS) a Phoenix, in Arizona.

Gli autori hanno somministrato 300 mg/die di erlotinib ai fumatori e 150 mg/die ai non fumatori, pazienti che che avevano un’attesa di più di 14 giorni prima dell'intervento chirurgico. Sette dei 10 pazienti valutati finora hanno mostrato risposte parziali e tre hanno ottenuto una stabilizzazione della malattia.

Presentando i dati, Mercedes Porosnicu, del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston Salem, ha spiegato che il razionale dello studio si fonda sull’esito di uno studio sul carcinoma del polmone non a piccole cellule (NSCLC), pubblicato nel 2009 sul Journal of Clinical Oncology che ha mostrato come i fumatori metabolizzino erlotinib, un inibitore del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), a velocità doppia rispetto ai non fumatori e ha stabilito che la dose massima tollerata di farmaco nei fumatori è 300 mg/die.

Ad oggi sono stati trattati in totale 12 pazienti, di cui 9 fumatori, in media per 18,2 giorni. Tutti i partecipanti, fumatori e non fumatori, hanno tollerato bene la dose di erlotinib somministrata, senza eventi avversi gravi, senza tossicità di grado 3 o 4 e senza bisogno di ritardare l’intervento chirurgico rispetto al previsto.

Dei 10 pazienti valutabili (di cui otto fumatori trattati con 300 mg/die), sette (di cui cinque fumatori) hanno mostrato una risposta parziale, cioè una riduzione di almeno il 20% del diametro massimo del tumore; gli altri tre (tutti i fumatori) ha mostrato, invece, una stabilizzazione della malattia. Due dei 12 pazienti trattati hanno fatto un trattamento più breve, ma hanno comunque mostrato delle buone risposte. Inoltre, potrebbe esserci una differenza di genere nella risposta a erlotinib: infatti, è degno di nota che tutte e quattro le pazienti donne (tra cui una fumatrice) abbiano avuto buone risposte, indipendentemente dalla dose di erlotinib ricevuta.

Le scansioni PET con 18[F]-FDG fatte 4-6 giorni dopo l'inizio della terapia neoadiuvante con erlotinib hanno mostrato una diminuzione dell'attività metabolica al 98,75% del SUVmax nei pazienti con malattia stabile e una riduzione al 48,06% nei pazienti con risposta parziale. Pertanto, secondo l’autrice, andrebbe ulteriormente indagato il ruolo delle scansioni PET fatto poco dopo l’inizio della terapia come marker  predittivi d risposta all’inibizione dell’EGFR.

Da notare che attualmente erlotinib è approvato per il trattamento del NSCLC e del tumore al pancreas, ma non ha l’indicazione per i tumori della testa e del collo.

M. Porosnicu, et al. Phase I/II Clinical Trial Of Re-irradiation With Pemetrexed And Erlotinib Followed By Maintenance Erlotinib For Recurrent And Second Primary Squamous Cell Carcinoma Of The Head And Neck (SCCHN). MHNCS 2011; abstract 164.