Novartis ha reso noto che everolimus ha aumentato in maniera significativa la sopravivenza senza progressione di donne con tumore alla mammella in fase avanzata. I dati provengono da un’analisi ad interim di uno studio di fase III denominato BOLERO-2, interrotto in maniera anticipata proprio a causa del vantaggio riscontrato con il farmaco e i cui risultati finali verranno  presentati tra qualche mese nel corso di un congresso medico di questo settore.

Sulla base di questi dati, che arrivano in anticipo rispetto a quanto pianificato, l’azienda intende depositare la domanda di registrazione  entro la fine dell’anno e non più nel 2012 come previsto inizialmente.

Lo studio BOLERO-2 ha arruolato oltre 700 donne in età post menopausale con tumore al seno metastatico e positivo per i recettori degli estrogeni, la cui malattia era progredita nonostante una terapia con inibitori dell’aromatasi. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere everolimus più  exemestane  oppure solo quest’ultimo.

Noto anche con la sigla RAD001, everolimus è una terapia orale, somministrata once a day e offre un nuovo approccio al trattamento della patologia tumorale attraverso l'inibizione mirata e continuativa della proteina mTOR, che controlla la divisione delle cellule tumorali e l'angiogenesi. Il farmaco è già da tempo in terapia come immunosoppressore per prevenire il rigetto d’organo ed è stato da poco approvato in Usa per la cura di tumori gastrointestinali molto rari noti come SEGA (tumori dell'astrocitoma subependimale a cellule giganti). E’ anche approvato per il carcinoma renale avanzato.