Le pazienti con tumore alla mammella metastatico, HER2 negativo, positivo al recettore degli estrogeni, traggono un beneficio significativo dall'aggiunta del farmaco everolimus al trattamento con tamoxifene. E' il risultato di uno studio, denominato TAMRAD, presentato di recente in occasione del congresso sul  tumore della mammella che si è tenuto a San Antonio in Texas.

Nello studio, il 61% delle pazienti che hanno ricevuto il trattamento con everolimus e tamoxifene ha ottenuto un beneficio clinico, rispetto al 42% delle pazienti che hanno ricevuto il solo tamoxifene (P=0,045).

La resistenza alla terapia ormonale può essere associata all'attivazione del pathway PI3K/AKT. Everolimus è un inibitore di mTOR, la proteina a valle di AKT nel pathway PI3K/AKT/mTOR, ed è stato sviluppato per evitare la resistenza al tamoxifene. In uno studio precedente di fase II l'aggiunta di everolimus ha aumentato significativamente l'efficacia di letrozolo, un farmaco appartenente alla classe degli inibitori dell'aromatasi.

L'obiettivo dello studio TAMRAD  era quello di valutare l'efficacia di everolimus più tamoxifene in pazienti con tumore della mammella metastatico HER2 negativo, che avevano ricevuto un trattamento precedente con farmaci inibitori dell'aromatasi. Secondo i ricercatori l'esposizione delle pazienti agli inibitori dell'aromatasi potrebbe aumentare la percentuale di soggetti il cui tumore potrebbe essere guidato dall'attivazione del pathway PI3K/AKT/mTOR.
L'endpoint primario dello studio, che è stato raggiunto dal farmaco, era la combinazione di una risposta completa e parziale e la stabilizzazione della malattia a 6 mesi o l'assenza della progressione della malattia.

Lo studio ha arruolato le pazienti nel periodo di tempo compreso tra marzo 2008 e maggio 2009. L'analisi finale dello studio è stata completata a ottobre di quest'anno e il follow-up era di 22 mesi. Le pazienti avevano all'incirca 60 anni ed erano state diagnosticate da almeno 1 anno per il tumore alla mammella.
Nelle 57 pazienti assegnate a tamoxifene, il tempo medio alla progressione era di 4,5 mesi, verso gli 8,6 mesi delle 54 pazienti trattate con la combinazione dei due farmaci. La riduzione del rischio di progressione della malattia era del 47% (P=0,0026).

La sopravvivenza a 30 mesi era dell'80% per le pazienti che avevano ricevuto la combinazione dei due farmaci, rispetto al 40% di quelle che avevano ricevuto solo tamoxifene. La riduzione del rischio di mortalità era del 68%. (P=0,0019).
Le pazienti che hanno ricevuto la combinazione dei due farmaci hanno presentato più eventi avversi rispetto a quelle del gruppo di controllo. Gli eventi avversi più frequenti erano, fatica, stomatiti, rash, anoressia e diarrea.
Circa il 28% delle pazienti assegnate alla combinazione dei due farmaci hanno dovuto ridurre la dose del trattamento a causa di eventi avversi e 3 pazienti hanno abbandonato lo studio.

Noto anche con la sigla RAD001, everolimus è una terapia orale, somministrata once a day e offre un nuovo approccio al trattamento della patologia tumorale attraverso l'inibizione mirata e continuativa della proteina mTOR, che controlla la divisione delle cellule tumorali e l'angiogenesi.

TAMRAD: A GINECO Randomized Phase II Trial of Everolimus in Combination With Tamoxifen Versus Tamoxifen Alone in Patients (pts) With Hormone-Receptor Positive, HER2 Negative Metastatic Breast Cancer (MBC) With Prior Exposure to Aromatase Inhibitors (AI). Abstract 230