L’Fda ha concesso la designazione di terapia fortemente innovativa per l'inibitore multi-target delle tirosin-chinasi lenvatinib per la terapia del carcinoma a cellule renali.

Lenvatinib è un inibitore orale multiplo delle tirosin chinasi del recettore del VEGF di tipo 1, 2 e 3, dei recettori 1-4 del fattore di crescita dei fibroblasti (FGF), del recettore alfa del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF) e delle vie di segnale RET e KIT.

La designazione di “breakthrough therapy” si basa sui dati di uno studio di fase II in cui la combinazione di lenvatinib e everolimus ha esteso in modo significativo la sopravvivenza senza progressione (PFS) di pazienti con carcinoma renale, rispetto al solo everolimus. Il farmaco ha dimostrato, inoltre di estendere la PFS quando somministrato in monoterapia rispetto a everolimus.

Il farmaco è già disponibile in diversi Paesi per la terapia del carcinoma tiroideo, indicazione per il qualche ha ricevuto la designazione di farmaco orfano dall’Fda, dall’agenzia regolatoria del Regno Unito e del Giappone, ed è in studio anche per la terapia di altre patologie come il carcinoma epatocellulare, il tumore dell’endometrio e il tumore del polmone non a piccole cellule.

Eisai, l’azienda che sta sviluppando lenvatinib, sta collaborando con Merck per testare il faramco in combinazione con pembrolizumab.