La Food and Drug Administration (Fda) ha concesso la priority review, un iter accelerato per l’esame del dossier registrativo, a lenvatinib mesilato come trattamento per i pazienti con cancro alla tiroide differenziato progressivo e refrattario allo iodio radioattivo.

Lenvatinib (E7080, sviluppato Eisai) è un inibitore orale multiplo delle tirosin chinasi del recettore del VEGF di tipo 1, 2 e 3, dei recettori 1-4 del fattore di crescita dei fibroblasti (FGF), del recettore alfa del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF) e delle vie di segnale RET e KIT.

La decisione dell’Fda si basa, in parte, sui risultati dello studio di fase III SELECT, in cui 392 pazienti con carcinoma della tiroide differenziato refrattario allo iodio radioattivo ed evidenze radiografiche di progressione della malattia entro i 12 mesi precedenti sono stati assegnati (in rapporto 2: 1) al trattamento giornaliero con lenvatinib 24 mg o placebo.
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In questo studio, i pazienti assegnati al trattamento con l’inibitore hanno mostrato una sopravvivenza libera da progressione mediana significativamente più lunga (18,3 mesi contro 3,6; HR = 0,21; IC al 95% 0,14-0,31).

Le analisi sui sottogruppi hanno, inoltre, mostrato che lenvatinib ha prolungato in modo significativo la PFS mediana nei 66 pazienti che avevano fatto in precedenza una terapia mirata anti-VEGF (15,1 mesi), ma anche nei 195 pazienti che non l’avevano fatta (18,7 mesi).

Quattro pazienti (il 1,5%) hanno ottenuto una risposta completa con lenvatinib, mentre nessun paziente del gruppo placebo ha raggiunto quest’obiettivo. Gli autori hanno osservato risposte parziali in 165 pazienti (il 63,2%) assegnati a lenvatinib e in due (l’1,5%) di quelli assegnati al placebo.

Lenvatinib è attualmente al vaglio degli sperimentatori anche come trattamento per altri tipi di tumori solidi, tra cui quello epatocellulare, il carcinoma dell'endometrio e il tumore al polmone non a piccole cellule.