Oncologia ed Ematologia

Fermati al Rosso Open Day: grande partecipazione per le attivitā 2025 della campagna sul tumore della vescica

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Notevole successo e affluenza di pubblico hanno segnato la prima edizione di “Fermati al Rosso Open Day”, iniziativa conclusa di recente, promossa da APS Associazione PaLiNUro – Pazienti Liberi dalle Neoplasie UROteliali con il contributo non condizionante di Astellas. Prevenzione, campanelli d’allarme, diagnosi precoce, presa in carico multidisciplinare, tecnologie diagnostiche e chirurgiche innovative per combattere il tumore della vescica: questi i principali temi affrontati dagli specialisti di tre grandi ospedali romani, IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Policlinico Universitario Fondazione A. Gemelli e Policlinico Tor Vergata, che a maggio hanno aperto, in tre diverse giornate, le porte ai cittadini per aumentare la consapevolezza e l’informazione sul tumore della vescica. Inoltre, un gazebo informativo con i volontari di PaLiNUro ha presidiato nei weekend Largo Goldoni, distribuendo materiale ai cittadini e diffondendo conoscenza e sensibilizzazione sul tema.

Più di 250 presenze durante i tre open day, una decina gli specialisti tra urologi, oncologi, chirurghi, radioterapisti, che all’interno delle strutture sanitarie hanno incontrato i tanti partecipanti rispondendo a domande, dubbi, parlato di prevenzione, diagnosi precoce, evoluzione della malattia e dei trattamenti, offrendo messaggi di speranza per quanti convivono con un tumore della vescica, ma anche spunti di riflessione per fare attenzione a quello che è il segnale d’allarme più importante: il sangue nelle urine.

«La presenza di sangue nelle urine è il primo importantissimo segnale di una possibile neoplasia vescicale, un segno che non deve essere ignorato, ma deve spingere a recarsi subito dal medico di famiglia o dall’urologo – ha dichiarato Edoardo Fiorini, Presidente di PaLiNUro – l’obiettivo della prima edizione di “Fermati al Rosso Open Day” è stato quello di far arrivare questo fondamentale messaggio ai cittadini romani, perché la diagnosi precoce può salvare una vita. Siamo soddisfatti dell’accoglienza riservata all’iniziativa e ringraziamo gli ospedali e tutti gli specialisti che hanno contribuito a diffondere informazione e conoscenza sul tumore della vescica».

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