L’anticonvulsivante e analgesico gabapentin non ha migliorato in modo significativo la nausea e il vomito ritardato indotti dalla chemioterapia rispetto alla terapia standard in uno studio di fase II, in doppio cieco, e controllato con placebo, pubblicato di recente su Cancer.

Più del 50% dei pazienti che si sottopongono a una chemioterapia moderatamente o altamente emetogena sperimenta una nausea ritardata e da un terzo alla metà di essi ha anche vomito. Il trattamento standard consiste in corticosteroidi e antagonisti del recettore serotoninergico 5HT3, ma sono necessari trattamenti più efficaci, scrivono gli autori nell’introduzione.

Per questo, Debra L. Barton, professore associato di oncologia presso la Mayo Clinic di Rochester, e un gruppo di colleghi hanno valutato gabapentin rispetto alla terapia standard per la prevenzione della nausea e del vomito ritardati indotti dalla chemioterapia in 437 pazienti sottoposti a chemioterapia altamente emetogena.

Tutti i pazienti sono stati sottoposti a una profilassi con 20 mg di desametasone e un antagonista del recettore 5HT3 il giorno della chemioterapia, dopodiché gli autori ne hanno assegnati 207 al trattamento con desametasone più di gabapentin 300 mg due volte al giorno e 206 a quello con desametasone più placebo dopo la chemioterapia. L’endpoint primario era la risposta completa, definita come assenza di vomito e nessun ricorso a farmaci di salvataggio nei giorni dal 2 al 6 di ogni ciclo di chemioterapia.

Gli endpoint secondari comprendevano gli effetti collaterali, la tollerabilità e outcome misurati mediante il Functional Living Index-Emesis, una scala che permette al paziente di valutare l'impatto di vomito e nausea sulle attività quotidiane. I partecipanti hanno anche registrato ogni giorno il grado di soddisfazione per il trattamento e quello dello stress rispondendo a una serie di domande di una scala di 10 punti.

Il 47% dei pazienti assegnati a gabapentin e il 41% di quelli del gruppo di controllo hanno raggiunto una risposta completa e la differenza tra I due gruppi non è risultata statisticamente significativa (P = 0,23).

La soddisfazione segnalata dai pazienti riguardo al controllo della nausea e del vomito da chemioterapia ha superato gli 8 punti in entrambi i bracci dello studio, tra i quali non sono emerse differenze significative per quanto riguarda gli effetti collaterali.

I livelli di stress associati alla nausea sono risultati bassi e non significativamente diversi tra i due bracci. Tuttavia, i ricercatori hanno osservato una tendenza verso un minor disagio tra i pazienti assegnati a gabapentin (P = 0,06).

"Nel complesso, nonostante i tassi di risposta completa più bassi del previsto, il numero di episodi di vomito è risultato basso e la nausea è stata di gravità lieve" osservano gli autori, aggiungendo che “i pazienti sono stati molto soddisfatti del controllo della nausea e vomito indipendentemente dal braccio" di appartenenza. Resta il fatto, tuttavia, che gabapentin ha mostrato di non offrire alcun valore aggiunto in termini di efficacia alla terapia standard attualmente in uso.

D.L. Barton. Phase III double-blind, placebo-controlled study of gabapentin for the prevention of delayed chemotherapy-induced nausea and vomiting in patients receiving highly emetogenic chemotherapy, NCCTG N08C3 (Alliance). Cancer. 2014; doi:10.1002/cncr.28892.

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