Gli inibitori delle tirosin kinasi gefitinib ed erlotinib sembrano rallentare lo sviluppo delle metastasi cerebrali di pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) che presentano la mutazione del gene EGFR. Questi provengono da uno studio effettuato da un team di ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston e pubblicato sull'ultimo numero della rivista Clinical Cancer Research.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 100 pazienti con NSCLC con mutazione dell'EGFR che erano stati trattati con uno dei due farmaci.
Dalle analisi è emerso che il rischio di metastasi cerebrali nei pazienti che avevano ricevuto uno dei due farmaci, a 1 e 2 anni, era pari al 7% e al 19% rispettivamente, rispetto al 40-55% dei pazienti che avevano ricevuto le terapia standard per NSCLC di stadio III.

Inoltre, in 84 pazienti la malattia era progredita dopo un follow-up medio della durata di 42,2 mesi mentre la sopravvivenza globale media dell'intera coorte di pazienti è stata di 33,1 mesi. Il tempo alla progressione è risultato pari a 13,1 mesi, 28 pazienti hanno sviluppato una progressione al SNC e 8 di questi erano stati trattati precedentemente per metastasi cerebrali.

Non è ancora chiaro se la riduzione della frequenza di metastasi cerebrali sia effettivamente dovuto al trattamento con questi due farmaci o se sia dovuta a caratteristiche biologiche differenti di questo tipo di tumore.

Stephanie Heon et al Development of Central Nervous System Metastases in Patients with Advanced Non-Small Cell Lung Cancer and Somatic EGFR Mutations Treated with Gefitinib or Erlotinib Clin Cancer Res. 2010
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