Giornata mondiale contro i tumori ematologici, focus sul mieloma multiplo. Impegno a tutto campo di AIL

Oncologia-Ematologia

Il mieloma multiplo quest'anno č stato al centro della Giornata dedicata alla lotta contro leucemie, linfomi e mieloma organizzata come ogni anno da Ail (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) per fare il punto sul presente e sul futuro della ricerca in ambito ematologico. la Giornata si č celebrata in tutta Itaia il 21 giugno, con decine di iniziative.

Da due anni a 7 anni. Ecco come è cambiata l’aspettativa di vita dei malati di mieloma multiplo, una patologia in genere che colpisce le persone sopra i 60 anni e che fino a non molti anni fa si poteva contrastare solo con la chemio terapia, gravata da non pochi effetti collaterali.

«Le opportunità terapeutiche di cui disponiamo sono molte e abbiamo la possibilità di selezionare il trattamento più adatto per il singolo paziente e questo ci permette di migliorare la sua qualità di vita. Oggi per la maggioranza dei malati c’è quasi sempre una speranza», ha dichiarato il professor Mandelli, presidente nazionale di Ail ed ematologo di fama internazionale.

Il mieloma multiplo quest’anno è stato al centro della Giornata dedicata alla lotta contro leucemie, linfomi e mieloma organizzata come ogni anno da Ail (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) per fare il punto sul presente e sul futuro della ricerca in ambito ematologico. la Giornata si è celebrata in tutta Itaia il 21 giugno, con decine di iniziative.

Come è stato sottolineato durante la conferenza stampa svoltasi a Roma il 16 giugno, di anno in anno cresce la speranza per le persone colpite da tumori del sangue e questo vale anche per il mieloma multiplo.

Per la terapia del mieloma multiplo, oggi sono disponibili nuovi trattamenti in grado di offrire importanti opportunità terapeutiche per i pazienti. In Italia le stime relative allo scorso anno parlano di poco più di 5.700 nuovi casi di mieloma (poco più di 2.700 tra le donne e di circa 3mila tra gli uomini).

Le triplette di farmaci per la cura del mieloma
Grazie ai progressi della ricerca gli ultimi anni hanno visto triplicarsi l’aspettativa di vita per i pazienti. Il professor Mario Boccadoro, direttore della divisione universitaria di Ematologia della Città della Salute e della Scienza di Torino spiega che «questo significativo vantaggio è stato ottenuto grazie alla disponibilità di farmaci con nuovi meccanismi d’azione, quali gli immunomodulanti, gli inibitori del proteasoma, gli anticorpi monoclonali che hanno migliorato l’efficacia delle terapie e diminuito la tossicità", spiega Boccadoro. La vera novità di oggi è l’uso combinato di questi nuovi farmaci, le cosiddette ‘triplette’, che hanno ulteriormente aumentato l’efficacia".

Attualmente i pazienti affetti da mieloma rispondono quasi sempre molto bene alle terapie, anche per diversi anni. Purtroppo, a un certo punto, i segni e i sintomi della malattia si ripresentano. Quando ciò avviene la tripletta sarebbe la soluzione preferibile, ma non in tutti i casi essa si rivela la scelta migliore: infatti, la terapia che risulta più efficace secondo le evidenze fornite dagli studi clinici non sempre è anche la più adatta per il singolo paziente. Dunque, è sempre necessario cercare un equilibrio tra efficacia e tollerabilità.

Secondo gli esperti, comunque, ad oggi le speranza sono maggiori di un tempo: in ambito di mieloma si è sempre parlato di remissione, ma solo attualmente tale remissione è di tipo molecolare; e quando si riesce ad avere un 30% di pazienti in remissione molecolare, come accade attualmente, le possibilità di guarigione diventano veramente concrete.

Nei prossimi anni è previsto l’arrivo di nuovi farmaci che potranno fare ulteriori passi avanti; il punto cruciale per medici e pazienti è renderli disponibili. «Negli ultimi anni la Società italiana di ematologia ha iniziato una proficua collaborazione con Artium (Associazione italiana registro tumori)» osserva il professor Fabrizio Pane, presidente Sie e direttore Uo di Ematologia e Trapianti, Auo Federico II di Napoli. «I risultati costituiscono uno strumento epidemiologico molto prezioso per Aifa e per l’industria farmaceutica, necessario all’immissione in commercio di nuovi farmaci e a rendere disponibili le nuove strategie terapeutiche».

Il trapianto di può fare anche in età avanzata
Attualmente la terapia del mieloma multiplo è caratterizzata da cicli di chemioterapia e successivamente, per i pazienti che hanno meno di 65/70 anni e senza particolari comorbidità, dal trapianto di cellule staminali, per la maggior parte con autotrapianto e molto raramente con allotrapianto. Il professor Michele Cavo, direttore dell’Istituto di Ematologia Seràgnoli, Aou Sant’Orsola di Bologna ha spiegato, in collegamento skype durante l’incontro di lancio della giornata nazionale, che «negli studi clinici controllati europei il trapianto autologo è stato riservato a pazienti giovani con meno di 65 anni. Tuttavia nella pratica clinica, può essere eseguito in persone fino ad oltre 70 anni, in buone condizioni generali e che non abbiano patologie concomitanti. Quando il paziente è ben selezionato non si incorre in rischi maggiori».

La voce dei pazienti con mieloma multiplo
Felice Bombacci, responsabile dei Gruppi Pazienti con mieloma multiplo ha sottolineato come sia fondamentale l’attività che viene svolta e che vede partecipare agli incontri centinaia di persone perché «questa malattia non colpisce solo il malato, ma l’intera famiglia. E come Gruppo Pazienti Ail incontriamo medici collaborativi in tutta Italia. Oggi la ricerca fa passi avanti e Ail ha permesso la nascita di un network di eccellenza nell’ematologia italiana».

Sognando Itaca, una barca a vela per dare gioia ai malati
Si ripete anche quest’anno Sognando Itaca, la traversata amatoriale in barca a vela da Trieste a Palermo, un’iniziativa che vede protagonisti i pazienti, i medici, gli infermieri e gli skipper professionisti in un viaggio che si propone come una terapia per il sostegno anche umano e psicologico di chi convive e affronta le malattie del sangue. Il viaggio in barca a vela si conclude il 19 giugno a Palermo.
Silvia Copeta
di Ail Brescia, la sezione da cui è nato il progetto ha dichiarato «Itaca non rappresenta la meta, ma il viaggio, ricco di momenti diversi e di speranza». Quest’anno la testimonial dell’iniziativa è Alessandra Sensini, vicepresidente del Coni che ha sottolineato come lo stare su una barca sia «una formula azzeccatissima perché navigare è fare squadra, ed è un mezzo terapeutico molto valido».

Numero verde
Anche quest’anno al numero verde Ail – Problemi ematologici (800-226524) nel corso della giornata nazionale (dalle ore 8 alle 20) saranno a disposizione alcuni tra i più illustri ematologi italiani.