GIST ad alto rischio, ciclo prolungato di imatinib migliora la sopravvivenza

Un ciclo prolungato di terapia adiuvante con imatinib aumenta la sopravvivenza rispetto al trattamento per un anno nei pazienti con tumori stromali gastrointestinali (GIST) ad alto rischio. Lo evidenziano i risultati di uno studio pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology.

Un ciclo prolungato di terapia adiuvante con imatinib aumenta la sopravvivenza rispetto al trattamento per un anno nei pazienti con tumori stromali gastrointestinali (GIST) ad alto rischio. Lo evidenziano i risultati di uno studio pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology.

Il trial, scrivono gli autori nelle conclusioni, suggerisce che nei pazienti con GIST,  uno dei tipi più comuni di sarcoma dei tessuti molli, si possono ottenere percentuali di sopravvivenza a 5 anni elevate.

"I pazienti che hanno subito un intervento chirurgico per un GIST ad alto rischio hanno un rischio sostanziale di recidiva, spesso superiore al 50% entro i 5 anni successivi all'intervento" ha spiegato Heikki Joensuu, del'Università di Helsinki, in un’intervista.

Joensuu e gli altri autori hanno ipotizzato che i pazienti con GIST ad alto rischio possano essere quelli che beneficiano maggiormente del trattamento adiuvante con imatinib e che anche la durata del trattamento possa essere importante ai fini dell’outcome.

Sulla base dei risultati di sopravvivenza dello studio XVII/AIO dello Scandinavian Sarcoma Group, nei pazienti con GIST ad alto rischio è raccomandato un ciclo di terapia adiuvante con imatinib di 3 anni di adiuvante, ricordano gli autori nell’introduzione.

Nel lavoro appena uscito, Joensuu e colleghi hanno eseguito una seconda analisi pianificata per determinare se i benefici di sopravvivenza persistevano nel tempo.

Lo studio, in aperto, ha coinvolto 400 pazienti con un GIST KIT-positivo, asportato completamente, ad alto rischio di recidiva. Dopo l'intervento chirurgico, i ricercatori hanno assegnato i partecipanti in rapporto 1:1 al trattamento adiuvante con imatinib per un anno (199 pazienti) o 3 anni (198 pazienti).

L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da recidiva (RFS), mentre la sopravvivenza globale (OS) era un endpoint secondario.

Il follow-up è stato di 89 mesi nel gruppo trattato per un anno e 90 mesi nel gruppo trattato per 3 anni. In questo arco di tempo, sono stati registrati 171 recidive e 69 decessi.

La percentuale di RFS a 5 anni è risultata significativamente maggiore nel gruppo assegnato al trattamento con imatinib per 3 anni rispetto al gruppo trattato solo per un anno (71,1% contro 52,3%; HR 0,6; IC al 95% 0,44-0,81), così come quella di OS a 5 anni (91,9% contro 85,3%; HR 0,6; IC al 95% 0,37-0,97).

Nel braccio trattato per 3 anni, la sopravvivenza maggiore si è osservata nel sottogruppo di pazienti con GIST confermato centralmente e senza metastasi macroscopiche all'inizio dello studio (OS a 5 anni: 93,4% contro 86,8%; HR 0,53; IC al 95% 0,3-0,93).

Tutti i pazienti tranne due hanno manifestato un evento avverso; tuttavia, la maggior parte degli eventi avversi è stata di grado lieve. Inoltre, il numero di eventi avversi cardiaci e di secondi tumori è risultato simile nei due gruppi.

I pazienti che interrotto in anticipo per motivi diversi dalla ricaduta sono stati 53 (il 26,8%) nel gruppo trattato per 3 anni e 25 (il 12,6%) nel gruppo trattato per un anno.

Tra i limiti del loro studio, i ricercatori segnalano il fatto di aver assegnato tutti i pazienti alla dose standard di imatinib (400 mg al giorno), nonostante vi siano prove che una dose superiore avrebbero potuto dare risultati più favorevoli nei pazienti con una mutazione nell’esone 9 di KIT.

Inoltre, nello studio sono stati arruolati anche pazienti portatori delle mutazioni PDGFRA D842V e ora ci sono le prove che questi pazienti hanno poche chance di beneficiare di imatinib.

Joensuu ha riferito che lo Scandinvian Sarcoma Group prevede ora di valutare se ulteriori cicli prolungati di imatinib possano continuare a conferire un vantaggio significativo.

L’oncologo ha detto che è stato avviato l’arruolamento in uno studio nel quale si confronterà una terapia adiuvante con imatinib per 5 anni con l’attuale durata standard di 3 anni e ha segnalato che è già in corso un altro studio randomizzato, anche questo europeo, in cui si sta confrontando un trattamento per 6 anni con il trattamento standard di 3 anni.

H. Joensuu, et al. Adjuvant Imatinib for High-Risk GI Stromal Tumor: Analysis of a Randomized Trial. J Clin Oncol. 2015;doi:10.1200/JCO.2015.62.9170.
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