Un’analisi dello studio ACOSOG Z9001 appena pubblicata sul Journal of Clinical Oncology mostra che le caratteristiche patologiche e molecolari dei tumori stromali gastrointestinali (GIST) in genere non sono correlati con gli outcome nei pazienti trattati con imatinib come terapia con adiuvante dopo la resezione del tumore primitivo.

Lo studio ACOSOG (American College of Surgeons Oncology Group) Z9001 è un trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo nel quale il trattamento adiuvante con imatinib per un anno ha prolungato la sopravvivenza libera da recidiva (RFS) dopo la resezione del tumore primario.

Nell’analisi appena pubblicata, gli autori, guidati da Christopher L. Corless, della Oregon Health and Science University di Portland, hanno cercato di determinare i fattori patologici e molecolari associati con l’outcome dei pazienti, analizzando 645 biopsie.

Il trial ha coinvolto in totale 317 pazienti trattati con imatinib adiuvante e 328 trattati con placebo, seguiti per una mediana di 74 mesi.

Il risultato principale dello studio, cioè il miglioramento della RFS offerto da imatinib rispetto al placebo, è stato confermato anche nell’analisi uscita ora sul Jco, dopo un follow-up più lungo (HR di recidiva 0,6; IC al 95% 0,43-0,75; P < 0,001).

L'analisi multivariata ha mostrato che avere un tumore di grosse dimensioni, una localizzazione nell’intestino tenue e un tasso mitotico elevato sono tutti fattori associati in modo significativo a un rischio aumentato di recidiva, sia con imatinib sia con il placebo, mentre il genotipo del tumore non ha mostrato un’associazione significativa con la RFS.

Nel gruppo imatinib, il fattore che ha mostrato di avere l’effetto maggiore è risultato il tasso mitotico.

Tuttavia, confrontando i due bracci, il trattamento con imatinib è risultato associato a una RFS superiore nei pazienti con delezioni dell’esone 11 del gene KIT, ma non in quelli con altre mutazioni, tra cui quelle dell’esone 9, un risultato, questo, contrastante con quello di altri studi precedenti. "Pensavo che l'impatto del genotipo sulla storia naturale dei GIST ... fosse maggiore di quanto non sia rivelato" ha detto Corless. Altre mutazioni non risultate associate a un miglioramento della RFS sono risultate le inserzioni o le mutazioni puntiformi dell’esone 11 di KIT e le mutazioni del gene PDGFRA.

In un articolo di commento, William D. Tap e Gary K. Schwartz, del Memorial Sloan- Kettering Cancer Center di New York , scrivono che lo studio conferma l'importanza della "dimensione del tumore, della sua posizione e del tasso mitotico, e indica che, fatta eccezione forse per i pazienti con delezioni dell’esone 11 di KIT, lo stato mutazionale non influisce sul rischio di recidiva nei pazienti con un GIST primario resecato".

C.L. Corless, et al. Pathologic and Molecular Features Correlate With Long-Term Outcome After Adjuvant Therapy of Resected Primary GI Stromal Tumor: The ACOSOG Z9001 Trial. J Clin Oncol 2014; doi: 10.1200/JCO.2013.51.2046.
leggi