Oncologia ed Ematologia

GIST, terapia adiuvante con imatinib: si conferma che 3 anni sono meglio di uno

Dopo l'intervento chirurgico di asportazione di un tumore ad alto rischio gastrointestinale stromale (GIST), i pazienti sottoposti a terapia adiuvante con l'inibitore delle tirosin chinasi imatinib per 3 anni hanno una sopravvivenza libera da recidiva (RFS) e una sopravvivenza globale (OS) maggiori rispetto a quelli trattati per un solo anno.

Dopo l'intervento chirurgico di asportazione di un tumore ad alto rischio gastrointestinale stromale (GIST), i pazienti sottoposti a terapia adiuvante con l’inibitore delle tirosin chinasi imatinib per 3 anni hanno una sopravvivenza libera da recidiva (RFS) e una sopravvivenza globale (OS) maggiori rispetto a quelli trattati per un solo anno. Lo confermano i risultati della seconda analisi programmata dello studio XVIII/AIO dello Scandinavian Sarcoma Group, un trial in aperto di fase III appena pubblicato online sul Journal of Clinical Oncology.

Dopo un follow-up mediano di 7,5 anni, la percentuale di OS a 5 anni è di oltre il 90%, la più alta riportata fino ad oggi nei pazienti con GIST ad alto rischio.

"Ipotizziamo che, al di là del trattamento adiuvante con imatinib, altri due fattori siano stati di fondamentale importanza per il raggiungimento delle alti percentuali di sopravvivenza globale: il monitoraggio longitudinale dell’addome con la Tac per rilevare precocemente le recidive del GIST, quando la massa tumorale era ancora piccola, e il riavvio del trattamento con imatinib nei casi in cui è stata rilevata una recidiva" scrivono gli autori, guidati da Heikki Joensuu, del Comprehensive Cancer Center di Helsinki e dell'Università di Helsinki.

Per questo studio, Joensuu e i colleghi hanno arruolato tra il febbraio 2004 e il settembre 2008 400 pazienti con un GIST completamente asportato, KIT-positivo, ad alto rischio di recidiva. Dopo l’intervento chirurgico, i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento adiuvante con imatinib per un anno oppure 3 anni. L’endpoint prjmario dello studio era l’RFS.

Dopo un follow-up mediano di 90 mesi, gli autori hanno valutato gli outcome di 358 pazienti, 181 nel gruppo trattati per 12 mesi e 177 nel gruppo trattato per 3 anni.

L’RFS a 5 anni è stata del 71,1% nel gruppo di pazienti trattati con l’inibitore per 3 anni e 52,3% in quelli trattati per un anno (HR 0,60; IC al 95% 0,44-0,81; P < 0,001), mentre l’OS a 5 anni è stata rispettivamente del 91,9% e 85,3% (HR 0,60; IC al 95% 0,37-0,97; P = 0,036).

Anche i risultati precedenti dello studio, dopo 4,5 anni di follow-up, avevano evidenziato una sopravvivenza significativamente maggiore nei pazienti trattati con imatinib per 3 anni rispetto a quelli trattati solo per 12 mesi e questi risultati erano stati inseriti nelle linee guida di trattamento.

Tuttavia, altri due ampi studi randomizzati hanno valutato il trattamento adiuvante con imatinib per meno di 3 anni in pazienti con GIST a basso rischio, e nessuno dei due aveva mostrato un beneficio di sopravvivenza. Joensuu e i colleghi sottolineano che, dal momento che la maggior parte dei casi di GIST a rischio basso o intermedio di recidiva sono curati con la sola chirurgia, la maggioranza dei pazienti non beneficia di imatinib adiuvante

"Ipoteticamente, questi risultati suggeriscono che ottenere un beneficio complessivo di sopravvivenza globale potrebbe richiedere una somministrazione prolungata di imatinib e che la popolazione target ottimale è rappresentata dai pazienti ad alto rischio di recidiva”.

Tutti i pazienti tranne due hanno manifestato almeno un evento avverso, ma la maggior parte di essi è stata lieve. Studi precedenti avevano suggerito una possibile tossicità cardiaca di imatinib, ma nello studio XVIII/AIO solo un paziente ha manifestato insufficienza cardiaca, forse per via della bassa dose giornaliera utilizzata (400 mg).

In ogni caso, nei due gruppi è stato registrato un numero simile di eventi avversi cardiaci, così come un numero simile di tumori secondari.

H. Joensuu, et al. Adjuvant imatinib for high-risk GI stromal tumor: analysis of a randomized trial [published online ahead of print November 2, 2015]. J Clin Oncol. doi: 10.1200/JCO.2015.62.9170.
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