Glioma anaplastico, temozolomide adiuvante migliora la sopravvivenza in alcuni pazienti

La chemioterapia adiuvante con temozolomide dopo la radioterapia migliora la sopravvivenza nei pazienti con glioma anaplastico non portatori delle co-delezioni 1p/19. Lo evidenziano i risultati ad interim dello studio di fase III CATNON, presentati al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO).

La chemioterapia adiuvante con temozolomide dopo la radioterapia migliora la sopravvivenza nei pazienti con glioma anaplastico non portatori delle co-delezioni 1p/19. Lo evidenziano i risultati ad interim dello studio di fase III CATNON, presentati al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO).

"Questi risultati dovrebbero ampliare le scelte di trattamento e cambiare il modo in cui trattiamo i pazienti affetti da questa rara forma di cancro al cervello" ha detto uno degli autori, Martin J. van den Bent, neuroncologo dell’Erasmus MC Cancer Center di Rotterdam.

I pazienti con un glioma anaplastico portatore delle co-delezioni dei bracci cromosomici 1p e 19q notoriamente rispondono meglio alla chemioterapia e sopravvivono più a lungo. Tuttavia, prima dei risultati appena presentati all’ASCO non era chiaro se anche i pazienti i cui tumori non presentano queste co-delezioni beneficiassero della chemioterapia adiuvante con il farmaco orale temozolomide.

van den Bent e i colleghi hanno quindi provato con lo studio CATNON a valutare l’impatto della chemioterapia adiuvante e/o concomitante con temozolomide in questi soggetti. Il trial ha coinvolto complessivamente 748 pazienti (arruolati in 118 centri di 12 Paesi tra il 2007 e il 2015), assegnati al trattamento con la sola radioterapia, la radioterapia più temozolomide concomitante, la radioterapia più temozolomide adiuvante e la radioterapia più temozolomide concomitante e temozolomide adiuvante.

Dopo un follow-up mediano di 27 mesi, una analisi ad interim prevista dal protocollo ha mostrato che il trattamento con temozolomide adiuvante dopo la radioterapia (con o senza temozolomide concomitante) è risultata associata a un prolungamento della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a regimi di trattamento che non comprendevano temozolomide adiuvante: 42,8 mesi contro 19 (HR aggiustato 0,586; IC al 95% 0,472-0,727; P < 0,0001).

La sopravvivenza globale (OS) mediana non è stata ancora raggiunta per i pazienti trattati con temozolomide adiuvante, ma le percentuali stimate di OS a 5 anni per i pazienti sottoposti a radioterapia sono risultate del 56% per quelli trattati anche con temozolomide adiuvante contro 44% per quelli non trattati con il farmaco (P = 0,003).

L’enzima MGMT era metilato nel 42% dei pazienti nei quali si è potuto valutare lo stato mutazionale e la metilazione del gene è sembrata essere associata a un miglioramento dell’OS (HR 0,54; IC al 95% 0,38-0,77; P = 0,001), "ma in questa fase non è risultata predittiva di un outcome migliore del trattamento adiuvante con temozolomide" ha osservato van den Bent. Ulteriori studi, ha aggiunto lo specialista, valuteranno se la metilazione del promotore di MGMT o la mutazione di IDH (due mutazioni prognostiche) influiscono sui benefici offerti dal trattamento adiuvante con temozolomide.

Per confermare i benefici di sopravvivenza di temozolomide adiuvante per questi pazienti una collaborazione internazionale è essenziale, perché questo tipo di cancro al cervello è molto raro. "È molto importante sottolineare che si tratta di una malattia rara e ci vogliono studi di durata pluriennale per mostrare miglioramenti dell’outcome " ha osservato van den Bent.

M.J. Van Den Bent, et al. Results of the interim analysis of the EORTC randomized phase III CATNON trial on concurrent and adjuvant temozolomide in anaplastic glioma without 1p/19q co-deletion: An Intergroup trial. J Clin Oncol 34, 2016 (suppl; abstr LBA2000)
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