Glioma di nuova diagnosi, immunoterapia citotossica gene-mediata migliora la sopravvivenza

L'aggiunta di un'immunoterapia citotossica gene-mediata (GMCI) adiuvante a base di aglatimagene besadenovec (AdV-TK) e valaciclovir alla terapia standard migliora la sopravvivenza nei pazienti sottoposti a chirurgia per l'asportazione di un glioma maligno di nuova diagnosi, specie in quelli sottoposti a resezione totale. Lo evidenziano i risultati da uno studio multicentrico di fase II presentato all'ultimo congresso della Society for Neuro-Oncology, a San Antonio, in Texas.

L'aggiunta di un’immunoterapia citotossica gene-mediata (GMCI) adiuvante a base di aglatimagene besadenovec (AdV-TK) e valaciclovir alla terapia standard migliora la sopravvivenza nei pazienti sottoposti a chirurgia per l’asportazione di un glioma maligno di nuova diagnosi, specie in quelli sottoposti a resezione totale. Lo evidenziano i risultati da uno studio multicentrico di fase II presentato all’ultimo congresso della Society for Neuro-Oncology, a San Antonio, in Texas.

"La GMCI può essere combinata in modo sicuro con la terapia standard nei gliomi maligni di nuova diagnosi" ha affermato l’autore principale dello studio, Antonio Chiocca, direttore della chirurgia del Centro di Neuro-Oncologia del Dana-Farber Cancer Institute, nonché direttore della Neurochirurgia del Brigham and Women’s Hospital di Boston. "Le percentuali di sopravvivenza sono migliori se paragonate ai dati storici e a quelle di un gruppo di controllo abbinato. Inoltre, nei pazienti con malattia minima residua, gli outcome di sopravvivenza sono risultati significativamente migliorati dopo la resezione totale" ha aggiunto l’autore.

"Questo è il primo studio a evidenziare una correlazione tra debulking massimo e un vantaggio di sopravvivenza ottenuto utilizzando l’immunoterapia" ha osservato Chiocca.

La GMCI genera una risposta immunitaria antitumorale attraverso la veicolazione locale durante l'intervento chirurgico di un vettore adenovirale che esprime il gene TK del virus herpes simplex (AdV-tk), seguita dalla somministrazione del profarmaco anti-erpetico valacyclovir per via orale.

Nello studio, Chiocca e gli altri autori hanno valutato la sopravvivenza globale (OS) ottenuta nei pazienti trattati con la GMCI associata alla terapia standard rispetto a quella di un gruppo di controllo sottoposto solo alla terapia standard. Tra il 2006 e il 2010, 48 pazienti sono stati sottoposti alla GMCI abbinata alla terapia standard e 134 pazienti alla sola terapia standard. "Non si sono manifestate tossicità dose-limitanti e i sintomi più comuni correlati alla GMCI sono stati febbre, stanchezza e mal di testa” ha riferito l’autore.

L’OS mediana è stata di 17,1 mesi nel gruppo trattato con la GMCI più la terapia standard contro 13,5 mesi nel gruppo di controllo (HR 0,72; IC al 95% 0,52-0,99; P = 0,0417), con un miglioramento relativo del 27%. L’OS a 12 mesi è risultata rispettivamente del 67% contro 57%, quella a 2 anni del 35% contro 22% e quella a 3 anni del 19% contro 8%.

Il miglioramento si è visto soprattutto nel sottogruppo sottoposto a resezione totale, nel quale l’OS mediana è passata da 16,9 mesi nei pazienti trattati solo con la terapia standard a 25 mesi in quello trattato con la GMCI abbinata al trattamento standard (P = 0,049). Analogamente, in questo sottogruppo, la sopravvivenza libera da progressione ha fatto registrare un miglioramento relativo del 25% con l'aggiunta di GMCI alla terapia standard, passando da 6,5 mesi nel gruppo trattato con la sola terapia standard a 8,1 mesi nel gruppo sottoposto ai due trattamenti associati (P = 0,010).

"Questi dati offrono un forte supporto a un'ulteriore valutazione della GMCI nei gliomi maligni" ha concluso Chiocca.